martedì 1 Dicembre 2020

Calamità naturali e infrastrutture: per i geologi servono scelte chiare

terremoti Italia rischio geologico

A due anni dal terremoto che il 24 agosto del 2016 ha colpito Amatrice e vaste aree del Centro Italia, la prevenzione in Italia rimane ancora una “chimera”. A lanciare l’allarme è il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) Francesco Peduto

“In questi due anni altri tragici eventi calamitosi si sono susseguiti e ogni volta si invocano piani straordinari di prevenzione e/o di messa in sicurezza e di manutenzione, che poi puntualmente cadono nel dimenticatoio non appena scema l’attenzione mediatica – spiega il Presidente Peduto – Ma, ancora una volta, non possiamo non invocare la necessità di una scelta innanzitutto culturale di imboccare con decisione la strada della ‘prevenzione civile’ per l’attuazione di azioni e interventi sistematici per la salvaguardia di persone e cose,  non più procrastinabili in un Paese come l’Italia, geologicamente giovane, di frontiera e per questo soggetto di continuo a tutti i georischi”.

Nell’analizzare l’emergenza in cui versa l’Italia, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi punta il dito sullo stato precario di un imponente numero di strutture e infrastrutture strategiche disseminate in tutta Italia, costruite sia dall’edilizia pubblica che da quella privata: ospedali, scuole, ponti e viadotti. “Nel nostro Paese – spiega – oltre il 90% del costruito è stato realizzato antecedentemente agli anni ‘80, secondo normative vetuste e non più adeguate, senza studi geologici, senza conoscenza dei rischi naturali ai quali ogni singolo manufatto potrebbe essere esposto e con criteri assolutamente non antisismici, perché allora la quasi totalità del territorio italiano non era classificato a rischio sismico. Tante volte abbiamo fatto i conti di quanto costi allo Stato e ai cittadini la mancata prevenzione del rischio sismico e del rischio idrogeologico e di quanto si amplifichino i costi degli interventi ad evento accaduto rispetto all’agire in prevenzione, ma continuiamo a gestire queste problematiche quasi sempre con misure tampone ed emergenziali di protezione civile post-evento”.

Alla luce dei tragici eventi avvenuti nelle ultime settimane – dal crollo del viadotto Morandi a Genova al terremoto del Molise alla piena del torrente Raganello in Calabria – il Consiglio Nazionale dei Geologi chiede un immediato cambio di passo al Governo.  “Nella passata legislatura – osserva il Presidente CNG – qualcosa di positivo era stato avviato, nel senso che si era provato a programmare e pianificare azioni di intervento strutturali e continue nel tempo secondo precise strategie, magari non sempre condivisibili e sicuramente migliorabili, con Italiasicura relativamente al rischio idrogeologico e Casa Italia per il rischio sismico, ma questo governo ha pensato bene di chiudere ambedue le strutture di missione, secondo alcuni più per questioni politiche e di competenza tra ministeri che per altro. Personalmente mi interessa poco chi gestisce queste competenze, ma mi piacerebbe sapere, ormai a distanza di diversi mesi dall’insediamento di questo nuovo governo, come si intende affrontare la problematica dei georischi, l’assenza di manutenzione non solo del costruito, ma anche del territorio (fiumi e torrenti, versanti in frana, ecc), che non fa altro che determinare o amplificare l’entità dei danni al costruito”. “Al governo, ai ministri competenti, a tutta la classe politica – conclude il Presidente Peduto – chiediamo di dare conto su come si voglia affrontare la gestione dei georischi, della manutenzione dei manufatti e del territorio in modo chiaro, perché il nostro Paese ha già pagato un contributo altissimo in termini di vite umane e di costi economici”.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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