Tatto in 3D

Un team dell’università del Texas ha messo a punto i baffi elettronici, che come quelli animali riescono a “capire” l'ambiente circostante. Un'invenzione che potrebbe trovare importanti applicazioni nella robotica e nelle protesi

primo piano di una foca e dei suoi baffi

Possono sentire forza, pressione, vicinanza, temperatura, durezza e aiutano a ‘capire’ l’ambiente circostante, esattamente come fanno i baffi animali: sono i baffi elettronici. Descritti sulla rivista ‘Advanced materials’ dal gruppo dell’università del Texas, segnano un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione della ‘e-pelle capace di percepire il tatto.

I baffi degli animali sono dei recettori tattili che inviano al cervello informazioni vitali sull’ambiente circostante. “Per esempio la foca, quando nuota, con i baffi sente il flusso dell’acqua”, ha spiegato Jonathan Reeder, a capo del team di ricercatori. Nei test fatti su foche bendate si è visto che sono capaci di trovare il pesce che nuota in una piscina e seguirlo sulla base delle ‘turbolenze’ prodotte dallo stesso pesce sull’acqua, che a sua volta le trasmette ai baffi, dando all’animale informazioni su dove si trovi la preda. È la struttura tridimensionale a dare ai baffi queste capacità.

Per realizzare i baffi elettronici, i ricercatori li hanno ritagliati su un foglio di polimero che diventa flessibile con il calore, con lo stesso diametro di quelli umani, e mettendo in cima a ognuno di loro un sensore flessibile agli sforzi. Quando gli hanno soffiato dell’aria calda, il materiale diventava morbido, facendo sollevare i baffi e diventare 3D. I ‘disturbi’ indotti dai cambiamenti alla resistenza del sensore gli hanno permesso di tracciare la posizione di ogni baffo.

“Abbiamo creato dei baffi capaci di rilevare forza, pressione, vicinanza, temperatura, che imitano le capacità di senso della pelle umana”, ha aggiunto, uno dei ricercatori. Un’invenzione che potrebbe trovare applicazione nella robotica e nelle protesi. Nei primi potrebbero replicare le funzioni della pelle umana, determinando se una cosa è dura o morbida, calda o fredda, liscia o ruvida, facendolo interagire con gli oggetti in modo sicuro. Integrarli in una protesi è più difficile, ma non impossibile, perchè significa tradurre i segnali elettronici generati dal sensore nel linguaggio del sistema nervoso.

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