Tartalife: dalla parte delle tartarughe marine

Il coinvolgimento dei pescatori nel progetto “Tartalife” è stato fondamentale:
ora sanno come comportarsi per aiutare a sopravvivere gli esemplari catturati accidentalmente. Ma tanto resta ancora da fare La campagna Tartalove

sacchetto di plastica con tartaruga

Ricordo una volta, più di dieci anni fa, quando, tirando su la calata, la barca si è inclinata per il peso. Era una tartaruga enorme con un carapace largo più di un metro. È stata la più grande che abbiamo mai tirato su dal mare». Inizia così il racconto di Michele Conoscitore, pescatore di Manfredonia, fra i più preziosi collaboratori del Centro di recupero tartarughe di Manfredonia gestito da Legambiente. «Quando ci vennero a chiedere di partecipare al progetto “Tartalife” era l’anno delle mucillagini in Adriatico, una piaga per noi pescatori. Figurarsi cosa ci poteva importare di salvare le tartarughe», prosegue Michele. Per fortuna la storia ha preso un’altra piega e oggi il pescatore porta al Centro di recupero fra le venti e le trenta tartarughe l’anno.
«Il coinvolgimento dei pescatori professionisti che hanno adottato le procedure previste da “Tartalife” è stato fondamentale – spiega Alessandro Lucchetti del Cnr-Irbim – I pescatori ora sanno che cosa fare e come aumentare le probabilità di sopravvivenza delle tartarughe catturate accidentalmente o addirittura di non catturarle affatto. Dopo cinque anni possiamo dire di avere pescatori più consapevoli, responsabili e collaborativi. E questo è senza dubbio il risultato più confortante, anche se tanto resta da fare e tanto continueremo a fare». Già, perché nei mari italiani le stime parlano ancora di circa 50.000 esemplari di tartarughe marine catturate accidentalmente, di cui circa 10.000 non sopravvivono. Ma dal progetto europeo “Tartalife” arrivano segnali incoraggianti: cinque anni di lavoro di ricerca e di pratiche per ridurre la mortalità delle tartarughe marine durante le attività di pesca professionale documentano significative riduzioni di catture e di mortalità di questa specie. In particolare, gli attrezzi “salvatartarughe” introdotti dal progetto sono ami circolari diffusi su larga scala in sostituzione di quelli a J che vengono usati nella pesca al pescespada. L’utilizzo di questi ami ha portato a due risultati rilevanti: dal 20 al 30% in meno di catture accidentali di tartarughe e nel caso in cui la tartaruga rimanga allamata l’amo circolare rimane superficiale, non genera lesioni gravi e può essere rimosso più facilmente rispetto agli ami tradizionali.
Un altro sistema introdotto nelle marinerie è il Ted, un dispositivo che si applica alle reti a strascico e che rappresenta una sorta di uscita di sicurezza per le tartarughe marine. La diffusione dei Ted ha consentito di ridurre del 100% le catture accidentali. Sono inoltre stati introdotti dei dissuasori luminosi a led, che vengono applicati alle reti da posta normalmente utilizzate nella pesca artigianale. Nelle marinerie in cui sono stati utilizzati non ci sono state catture accidentali. Infine, in alternativa alle reti da posta, sono state usate nasse collassabili, molto efficaci in alcuni tipi di pesca. L’elemento chiave del successo di tutti questi dispositivi è il mantenimento della stessa quantità e qualità del pescato con la riduzione o l’azzeramento delle catture accidentali.
«La plastica è il vero nemico del mare e delle tartarughe», avverte Michele Conoscitore. «Noi pescatori lo sappiamo bene, perché ogni giorno ne tiriamo su di ogni tipo. Dalle nostre parti, in Adriatico, abbiamo il grave problema delle calze usate per l’allevamento dei mitili che illegalmente vengono buttate in mare una volta dismesse». Una storia nota, su cui bisogna intervenire con grande urgenza.

La campagna Tartalove
Per contribuire alla salvaguardia delle tartarughe marine Legambiente ha lanciato “Tartalove”, che tramite l’adozione simbolica degli esemplari ricoverati nei centri gestiti dall’associazione finanzia tutte le attività necessarie alla cura e alla tutela delle tartarughe marine. Sul sito della campagna è possibile vedere le foto e conoscere le storie delle tartarughe da adottare per sè o come regalo per una persona cara. Per ogni donazione verrà inviato un piccolo kit di adozione paper-free, che include il certificato di adozione, una fotografia della tartaruga scelta e un racconto più ampio della sua vicenda. Perché ogni esemplare ha una storia da raccontare.
info www.tartalove.it