domenica 24 Gennaio 2021

A Taranto in cantiere una rete per monitorare le emissioni odorigene

Un'immagine di uno degli stabilimenti dell'Ilva di Taranto

Legambiente Puglia accoglie con soddisfazione il progetto trasmesso nei giorni scorsi dall’Arpa alla Regione per la costruzione di una rete per il monitoraggio olfattometrico nel Comune di Taranto. Un passaggio importante che fa seguito alla lettera inviata ai primi di gennaio dai presidenti di Legambiente Puglia e Taranto, Francesco Tarantini e Lunetta Franco, al governatore Michele Emiliano e al direttore generale di Arpa Puglia Vito Bruno, in cui si richiedeva l’attivazione a Taranto di una rete di monitoraggio delle emissioni odorigene e un laboratorio olfattivo, con l’obiettivo di rimuovere o, quantomeno, mitigare il fenomeno.

Il quadro economico del progetto presentato da Arpa prevede l’acquisto di un olfattometro e degli accessori per la calibrazione, i lavori di adeguamento della camera olfattometrica, l’acquisto del sistema di misura dei parametri di microclima, gli arredi tecnici, il revamping dei campionatori odorprep, l’acquisto e la manutenzione di app per la realizzazione  di un sistema di campionamento da remoto. Il costo complessivo dell’operazione sarà di circa 170mila euro e altri 70mila ne serviranno per assumere due operatori.

Nel dettaglio Arpa propone una metodologia per la rilevazione e la valutazione delle molestie olfattive basata sulla raccolta, la sistematizzazione e la digitalizzazione delle segnalazioni della popolazione, il campionamento da remoto in corrispondenza dell’evento e l’analisi olfattometrica.

Come detto, la raccolta e la gestione delle segnalazioni di molestia olfattiva verrebbe effettuata attraverso una app che consenta ai cittadini di inviare in modo agevole e tempestivo le segnalazioni e contemporaneamente ad Arpa di acquisire le informazioni necessarie (posizione georeferenziata, orario, intensità dell’odore percepito). L’elaborazione delle segnalazioni fornirà poi informazioni preziose per determinare la possibile sorgente delle emissioni odorigene.

Superate determinate soglie di attivazione, o in presenza di circostanze specifiche che ne suggeriscano l’impiego, verrà effettuata la raccolta di campioni di aria ambiente al fine della rilevazione della concentrazione di odore con sistemi di campionatura già utilizzati in passato a Taranto e collocati in Piazza Garibaldi e nell’area di pertinenza dell’ospedale SS. Annunziata. Successivamente si procederà al recupero dei campioni raccolti e al loro trasferimento presso il laboratorio olfattometrico dove i campioni saranno analizzati. I risultati dell’analisi olfattometrica, insieme ad altri dati quali quelli meteoclimatici e quelli relativi alle segnalazioni, saranno utilizzati da Arpa per l’individuazione delle possibili sorgenti.

Per Legambiente, nel complesso il progetto risulta particolarmente interessante sia per le forme previste di partecipazione attiva della cittadinanza, sia perché doterebbe finalmente Taranto di strumenti specifici per la rilevazione e il contrasto delle emissioni odorigene che hanno spesso interessato la città provocando forti fastidi e suscitando allarme nei cittadini. L’associazione chiede adesso alla Regione di procedere senza indugio al finanziamento del progetto in modo da consentirne l’attivazione nel più breve tempo possibile.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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