Svolta green in Francia, alle municipali il trionfo dei sindaci ecologisti

Hanno vinto a Grenoble, Marsiglia, Lione, Bordeaux, Strasburgo e Poitiers. Parigi rielegge Anna Hidalgo, che lavora da anni per una città più sostenibile, a misura di pedoni e biciclette: 100% Ecocity entro il 2024 / Città vivibiliPiù valore alla prossimità pedonaleLa buona strada. La Nuova Ecologia di giugno

La Francia non è mai stata così verde. Domenica 28 giugno 2020, al secondo turno delle municipali, hanno trionfato i sindaci ecologisti. Hanno vinto a Lione, Bordeaux, Strasburgo, Poitiers, Grenoble, Marsiglia e Parigi, dove è stata rieletta Anna Hidalgo, la sindaca già in carica dal 2014 e sostenuta dal partito Eelv (Europe Ecologie – Les Verts). Con la loro vittoria, i verdi si confermano come una forza importante del paese, in opposizione al Presidente della Repubblica Emmanuel Macron. A Le Havre eletto sindaco il premier Edouard Philippe. 

Con la loro elezione si segna un passaggio politico storico, un segnale che premia i progetti di ecologia concreta, fortemente legata a scelte sostenibili e a cambi radicali di stili di vita. Hidalgo, nel suo scorso mandato, ha già lavorato alacremente per trasformare Parigi in una città green, lasciando grande spazio alla ciclabilità, alla mobilità sostenibile e alla sharing mobility, valorizzando al contempo la prossimità. Nel suo piano politico si riscontra infatti il desiderio di rimuovere 60.000 posti auto in strada e arrivare all’obiettivo della “Città 15”ovvero una città in cui ci si possa muovere a piedi o in bicicletta in un raggio di 15 minuti trovando tutto il necessario per vivere: scuole, servizi, attrazioni. La città dovrà essere 100% bike friendly entro il 2024, anno in cui si terranno le Olimpiadi. “Questa vittoria – ha detto la Hidalgo – ha senso perché è collettiva. I parigini avranno bisogno di noi e con la mia squadra saremo lì per costruire la capitale di domani e far rivivere la Parigi che amiamo così tanto“. 

Le elezioni di domenica hanno avuto solo il 40% degli elettori, una bassa affluenza che preoccupa il Presidente della Repubblica, determinata anche dalle difficoltà di distanziamento sociale imposte dalle norme anti-Covid. Le persone dovevano indossare le mascherine nei seggi elettorali, mantenere la distanza sociale mentre erano in fila e portare le proprie penne per firmare i registri elettorali. Una situazione particolare che può aver scoraggiato i cittadini. 

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