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Sversamento di petrolio, allarme a Genova

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Allarme inquinamento nel rione Cornigliano a Genova. Alle 19 di domenica 17 aprile, si è verificato uno sversamento di petrolio da una condotta del deposito della raffineria Iplom. Il Comando provinciale dei vigili del fuoco, intervenuto con cinque squadre, riferisce che si è trattato di una «notevole quantità di liquido infiammabile», riversata prima nel rio Fegino e poi nel Polcevera. Non si esclude che una parte sia arrivata in mare. I vigili del fuoco hanno immediatamente collocato panne anti-inquinamento e speciali schiumogeni che attenuano il rischio incendi e la migrazione degli idrocarburi. In azione anche le ruspe per scavare mini dighe sul greto del Fegino. Si esclude l’ipotesi del gesto doloso: l’incidente sarebbe dovuto al malfunzionamento di una valvola.

Gli abitanti del territorio limitrofo all’oleodotto lamentano cattivi odori, sprigionati a seguito dell’esplosione. «Non è ancora ben definita l’entità del danno ambientale – commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – ma bisogna tenere in considerazione anche i potenziali danni sanitari». Il Comune di Genova ha disposto la sospensione delle attività scolastiche; i cittadini sono stati invitati a tenere le finestre chiuse e a mettere asciugamani per impedire ai gas di entrare. Al vaglio anche la possibilità di evacuare anche i palazzi. Per affrontare l’emergenza, oggi pomeriggio si riunisce il Coa (centro operativo comunale). Intanto continuano le azioni di schiumatura e il posizionamento di barriere. Chiuse le scuole di Borzoli e istituito il senso di marcia alternato in via Borzoli.

La conduttura esplosa mette in collegamento il porto di Genova con l’impianto di stoccaggio della raffineria Iplom. «Il percorso di questa condotta – osserva Santo Grammatico – incontra forti variazioni di pressione. Ciò implica un forte rischio in fase di trasporto degli idrocarburi, oltre a difficoltà ad arginare in tempi rapidi le conseguenze di una rottura delle valvole». Un rischio che fa riflettere sul futuro. Legambiente Liguria auspica un’accelerazione dei lavori di messa in sicurezza delle condotte, ma non è sufficiente. «Se si vuole mantenere la vocazione industriale del territorio – conclude Grammatico – occorre cambiare modelli di investimento, magari puntando sullo sviluppo della chimica verde».

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