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La tutela del suolo al centro della transizione ecologica

Un appello importante lanciato oggi in occasione della Giornata mondiale della Terra. Il suolo è un importante bacino di biodiversità e fornisce una serie di servizi ecosistemici. Ecco perché è arrivato il momento che l’Unione Europea adotti una direttiva ad hoc

di Damiano Di Simine, Ciro Gardi e Luca Montanarella

“This is Europe’s ‘man on the Moon’ moment”: con queste parole, nel dicembre 2019, Ursula von der Leyen, da pochi giorni presidente della Commissione europea, annunciava il pacchetto di misure del Green deal europeo. Un’immagine forte, che evoca uno dei momenti topici del secolo scorso, la missione lunare dell’Apollo 11 e lo sbarco sulla Luna che suggellava la superiorità tecnologica degli Usa nella contesa economica e militare dell’epoca. Il simbolo scelto dalla von der Leyen sottintende la volontà di collocare l’Europa, nel nuovo scacchiere internazionale, come blocco che gioca il proprio primato sul terreno delle sfide ecologiche e climatiche, anziché su quello della dimensione economica e della forza militare.

Di lì a poche settimane, quella ambizione visionaria sarà costretta a misurarsi con l’invasione di campo della pandemia secolare, ma non per questo a retrocedere. Siamo probabilmente alla vigilia di una rivoluzione epocale, nella quale avremo l’occasione di scombinare e sovvertire l’ordine dei valori, come se si trattasse di un cubo di Rubik in cui riportare le facce colorate nel giusto ordine.

L’occasione è quella di riportare la tutela dei beni comuni al centro delle decisioni e delle trasformazioni, e tra i beni da tutelare, il suolo assume sicuramente un ruolo centrale. Questo non solo perché chi scrive appartiene alla ristretta corporazione che di suolo si è sempre occupata, ma perché il suolo, così come il contrasto al cambiamento climatico e la tutela della biodiversità, rappresentano il denominatore comune a tutte le politiche e le strategie lanciate dall’Unione Europea nel solco del Green deal: dalla Strategia per la Biodiversità al Farm to Fork alla transizione ecologica, la tutela del suolo compare sempre tra le priorità. Si tratta di una bella rivincita, dopo anni di stagnazione che hanno visto mortificato l’impegno di coloro che hanno fortemente voluto una direttiva sul suolo.

È importante che non ci si limiti però a vuote dichiarazioni d’intenti, ma che soprattutto nel recepimento e nell’implementazione di tali politiche a livello nazionale e locale, non vengano “persi dei pezzi per strada”. Il rischio è particolarmente alto nel nostro Paese, che più di altri ha subito le conseguenze della pandemia, e dove una parte della società interpreta il Recovery plan come un’iniezione di denaro per fare ripartire più forte la stessa economia di prima.

La nuova Strategia per il suolo e la biodiversità

Un‘importante novità nel posizionamento della protezione del suolo nel quadro legislativo europeo è la nuova collocazione della strategia tematica sul suolo all’interno della più ampia Strategia europea per la biodiversità (Montanarella L. & Panagos P., 2021). Questa nuova collocazione riflette gli importanti sviluppi scientifici e concettuali che si sono avuti negli ultimi anni e che hanno permesso di comprendere appieno il ruolo del suolo nel più ampio contesto dei servizi ecosistemici. Grazie all’importante lavoro svolto a livello globale dal panel dell’Ipbes, ma anche dei nuovi programmi di ricerca finanziati dalla Commissione europea.

Il suolo è un importante bacino di biodiversità e fornisce una serie di servizi ecosistemici ben caratterizzati e documentati da numerose ricerche. Le funzioni del suolo, come identificate originariamente nella prima strategia tematica presentata dalla Commissione nel 2006, sono oggi ben documentate e pienamente riconosciute, sia dal mondo scientifico che da gran parte dei decisori politici. Queste funzioni forniscono servizi che si traducono in benefici da cui l’intera società dipende, a prescindere da dove si trovi il suolo che li genera e da chi ne sia proprietario, e che giustificano il riconoscimento del suolo come bene comune. Un ottimo esempio è la capacità di un suolo funzionante di filtrare le acque fornendo così acqua potabile per tutti noi.

Emerge così negli ulti anni il concetto di salute del suolo (Soil Health), che rimanda al suolo come organismo vivente da mantenere in buona salute per garantire la salute di tutti noi. Un suolo sano è un suolo che ci fornisce i servizi ecosistemici di cui abbiamo bisogno per la nostra salute. Da cui deriva lo stretto legame tra salute del suolo e salute umana.

Il recente rapporto del “Mission Board on Soil Health and Food” istituito dalla Commissione europea evidenzia come circa il 60-70% dei suoli europei non goda di buona salute. Il comitato della missione propone di raggiungere per il 2030 una copertura minima di circa il 75% dei suoli europei in buono stato di salute. Un target molto ambizioso, di cui sono in via di definizione le misure necessarie da parte della Commissione europea per raggiungerlo in poco meno di 10 anni.

La nuova strategia del suolo dovrebbe essere lo strumento principe per raggiungere lo scopo, soprattutto attraverso un esteso programma di recupero delle aree degradate in Europa. Recuperare le aree di suolo degradato da vari processi, quali erosione, compattazione, perdita di materia organica, contaminazione e altro, è possibile attraverso un ambizioso programma europeo di recupero e rinaturalizzazione che potrebbe essere parte del più ampio programma di recupero degli ecosistemi degradati previsto nell’ambito della strategia europea per la biodiversità.

La nuova strategia del suolo dovrebbe essere lo strumento principe per raggiungere lo scopo, soprattutto attraverso un esteso programma di recupero delle aree degradate in Europa. Recuperare le aree di suolo degradato da vari processi, quali erosione, compattazione, perdita di materia organica, contaminazione e altro, è possibile attraverso un ambizioso programma europeo di recupero e rinaturalizzazione

Il Green deal europeo e la strategia Farm to Fork

Il Green Deal Europeo è un vasto programma “verde” dell’Unione Europea che si articola in numerose strategie tematiche settoriali. La strategia sulla biodiversità illustrata in precedenza ne fa parte integrante, ma anche altre strategie sono rilevanti per il suolo. La strategia Farm to Fork (‘dalla fattoria alla forchetta’), parte integrante del pacchetto del Green deal, ha l’obiettivo di riformare profondamente tutti i processi relativi alla filiera alimentare in una chiave di sostenibilità, facendo propria l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite con i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Come si può intuire dal nome della strategia, l’intento è di intervenire su tutte le fasi, dalla produzione in campo, ai processi di trasformazione, dall’educazione alimentare alla limitazione del sovraconsumo e dello spreco.

Anche in questo caso il suolo è chiamato in causa. Sappiamo che il 95% degli alimenti a scala globale vengono prodotti a partire dal suolo. Nella strategia viene indicato chiaramente l’intento di ripristinare e migliorare la qualità del suolo e promuoverne le funzioni. Obiettivi molto precisi vengono fissati circa la riduzione dell’uso di fitofarmaci in agricoltura (-50%), delle sostanze antimicrobiche usate in zootecnia e dei fertilizzanti (-20%), da raggiungere entro il 2030. Si tratta di obiettivi che hanno un impatto forte sulla salubrità degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole, ma anche sulla salute del suolo. Fitofarmaci e antibiotici veterinari sono infatti le principali fonti di contaminazione diffusa per i suoli coltivati, in grado di interferire pesantemente con la vita del suolo, mentre all’eccessivo ricorso a fertilizzanti la microflora batterica del suolo reagisce, trasformando l’azoto fertilizzante in protossido d’azoto, un gas climalterante 350 volte più efficace della CO2, le cui esalazioni dai campi coltivati costituiscono il maggior contributo dell’agricoltura all’effetto serra.

Raggiungere questi obiettivi sarà possibile solo attraverso un processo di innovazione scientifica e tecnologica e con una revisione delle pratiche di gestione del suolo, delle acque e della biodiversità, guidata dai principi dell’agroecologia. Un ruolo fondamentale sarà rivestito dalla PAC 2021-2027 che dovrà accompagnare e sostenere tali cambiamenti. Molte sono le pressioni affinché si possa imprimere una più marcata svolta in termini di transizione ecologica, alla Pac post-2022. La coalizione #CambiamoAgricoltura, della quale anche Legambiente fa parte, è tra i più strenui sostenitori di questo cambiamento. In aprile è stato avviato il percorso partecipato tra gli attori istituzionali, economici e sociali per la redazione del Piano Strategico Nazionale della Pac post 2022: gli esiti non sono affatto scontati, fortissime infatti sono le pressioni che puntano a mantenere lo status quo.

La coalizione #CambiamoAgricoltura, della quale anche Legambiente fa parte, è tra i più strenui sostenitori di questo cambiamento. In aprile è stato avviato il percorso partecipato tra gli attori istituzionali, economici e sociali per la redazione del Piano Strategico Nazionale della Pac post 2022


Venendo agli altri comparti sui quali la strategia Farm to Fork inciderà, e alla loro relazione con il suolo, non dobbiamo dimenticare lo stretto legame tra abitudini alimentari, spreco alimentare e ambiente. Su tali relazioni esiste fortunatamente sempre maggiore conoscenza e consapevolezza, grazie sia all’avanzamento della ricerca su questi temi, sia all’eccellente lavoro di divulgazione condotto da giornalisti, documentaristi, film makers. Una delle filiere sulle quali abbiamo maggiore consapevolezza è quella della soia, principale fonte di proteine per gli allevamenti intensivi. In questo caso gli impatti delle nostre scelte alimentari, del nostro spreco, non ricadranno direttamente sui suoli di casa nostra, ma comunque sui suoli ed ecosistemi di qualche parte del pianeta (molto probabilmente America Latina).

Una direttiva per il suolo

Nell’Unione Europea per l’acqua e l’aria sono da tempo in vigore direttive e regole comuni che informano le leggi degli Stati membri. Ciò non è ancora avvenuto per il suolo. Fino ad oggi sul suolo hanno pesato pregiudizi molto radicati, specialmente in alcuni Stati, che non intendono coglierne il significato ecologico, riducendolo alla sua dimensione geografico-politica di bene racchiuso nei confini di una nazione, o al suo status di ‘bene immobile’, come tale ostaggio del diritto proprietario. Il primo tentativo di approvare una direttiva europea sul suolo è fallito, costringendo la Commissione europea a ritirare la proposta di direttiva nel 2014. Ne sono seguiti appelli del mondo scientifico e campagne ambientaliste, come la petizione ‘People4soil’ promossa da Legambiente e che ha aggregato oltre 500 organizzazioni della società civile in Italia e in altri 25 Stati membri, nel 2017. Ora una nuova richiesta è partita, questa volta dal Parlamento europeo che la discuterà a partire dal mese di aprile e la sottoporrà, attraverso una risoluzione, alla Commissione. Sarà la volta buona? Ce lo auguriamo, di sicuro non sarà una passeggiata.

Il progetto Soil4Life

Soil4Life è un progetto europeo, cofinanziato dalla Commissione Europea con il programma LIFE, che nasce con l’intento di promuovere l’uso sostenibile del suolo in quanto risorsa strategica, limitata e non rinnovabile. Il progetto è coordinato da Legambiente e vede la collaborazione di partner italiani, francesi e croati quali ISPRA, CIA Agricoltori Italiani, CCIVS, Crea, ERSAF, Politecnico di Milano, Comune di Roma e Zelena Istria. Insieme per fermare il consumo e il degrado di questa fondamentale risorsa naturale. Uno degli obiettivi principali è l’applicazione delle Linee Guida Volontarie per la gestione sostenibile del suolo promosse dalla FAO, che verranno a tale scopo adattate ai contesti nazionali, regionali e locali. Il progetto intende inoltre fornire informazione e supporto alla pianificazione territoriale coinvolgendo il mondo agricolo ed i professionisti di settore e sensibilizzare le Istituzioni Europee ed i singoli Stati membri sulla necessità di emanare una normativa comunitaria adeguata in grado di garantire la protezione del suolo e prevenirne il degrado.

Damiano Di Simine, Legambiente, responsabile scientifico progetto Soil4LIFE
Ciro Gardi, Scientific Officer Animal and Plant Health (Alpha), European Food Safety Authority (Efsa)
Luca Montanarella, Joint Research Centre (Jrc) Commissione europea

Bibliografia
Montanarella L, Panagos P., The relevance of sustainable soil management within the European Green Deal, Land Use Policy, Volume 100, 2021, 104950, ISSN 0264-8377,
https://doi.org/10.1016/j.landusepol.2020.104950
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264837720304257

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