Sulle orme di San Nilo

Un viaggio, in 100 km per sette tappe, fra i Parchi del Cilento, dell’Appenino Lucano e del Pollino. Seguendo gli antichi sentieri dei monaci bizantini

Visitatori In cammino Di San Nilo

di DAVIDE DI VITO

Tra gli antichi sentieri di storia bizantina, a spasso tra i ritmi scanditi dalla natura, nel vasto immaginario dei paesaggi sorprendenti di macchia mediterranea, nasce il cammino di San Nilo. Un itinerario di turismo sostenibile e responsabile tra i Parchi del Cilento Vallo di Diano e Alburni, dell’Appennino Lucano e del Pollino, nato un anno fa grazie all’impegno dell’associazione di promozione sociale Gazania per promuovere le bellezze naturalistiche dei Parchi percorrendo a piedi gli antichi percorsi bizantini: sette tappe racchiuse in 100 chilometri e otto comuni, partendo dal borgo di Torraca (Sa), paese di poco più di mille anime. Un tragitto che attraversa Casaletto Spartano, dove ammirare le cascate dei “Capelli di Venere” nell’immensità della rigogliosa vegetazione con la purezza delle sue acque. Il percorso continua in direzione Morigerati sede dell’oasi Wwf e già zona Sic con le Grotte del Bussento, luogo carsico dove canyon e cascate fanno da cornice alla presenza di un antico mulino per giungere alla grotta dove affiora la risorgenza del fiume Bussento. L’itinerario si arricchisce poi di altre tappe tra Caselle in Pittari, Rofrano, Montano Antilia e San Mauro La Bruca, per concludersi lungo la costa a Palinuro, nel comune di Centola, meta balneare tra le più conosciute del Cilento, comprensorio premiato anche quest’anno con le cinque vele da Legambiente e Touring club italiano.
«La particolarità di questo ecoturismo – afferma Settimio Rienzo, vicepresidente dell’associazione Gazania – è prediligere i borghi con la partecipazione delle comunità locali nel rispetto dei luoghi e delle tradizioni e creare momenti di scoperta delle risorse naturali e di consapevolezza culturale».
Il cammino di San Nilo, sempre percorribile, tra spiritualità e natura è realmente ispirato dalla storia del giovane monaco basiliano Nicola, originario di Rossano Calabro, che scelse il nome Nilo dopo aver fatto il percorso per giungere all’odierno paese di San Mauro La Bruca, dove divenne poi monaco del monastero di San Nazario.
Un viaggio slow che vuole farsi modello per uno sviluppo del territorio che includa l’autenticità, le emozioni, la sostenibilità, il tempo e la lentezza tipici dei luoghi attraversati. Un’esperienza per il viaggiatore tra i panorami della natura incontaminata sui passi della storia bizantina millenaria, alla ricerca della simbiosi tra uomo e natura. Fattori d’attrazione per molti turisti, come dimostra il rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo”, realizzato dalla Fondazione Univerde in collaborazione con Ipr marketing. Secondo il 63% degli italiani nei prossimi dieci anni la sensibilità per l’ecoturismo e il turismo sostenibile sarà in crescita. Mentre il 51% degli intervistati, nel programmare un viaggio, si pone il problema di fare scelte rispettose dell’ambiente.
«L’esperienza dell’itinerario per tutte le capacità e abilità è davvero particolare – conclude Rienzo – perché è possibile ricevere anche la mappa gps per facilitare il tragitto del viaggiatore e farlo orientare autonomamente seguendo la segnaletica».
Il cammino di San Nilo non ha nulla da invidiare a quello celebre di Santiago: sentieri e luoghi spirituali in un percorso di 100 km per migliorare la propria qualità del tempo. E della propria vita.
info: camminibizantini.com