“Sugli ogm serve chiarezza da Bruxelles”

Paolo De Castro, vicepresidente della commissione Agricoltura dell’Europarlamento, il 10 ottobre incontrerà il commissario alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, per chiedergli di rimettere mano alla legislazione Ue in materia di innovazione agraria

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”Il prossimo 10 ottobre incontrerò il commissario alla Salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis per chiarimenti circa le nuove tecniche di miglioramento varietale – non ogm – che sono la chiave per garantire un futuro alle piccole e grandi aziende agricole”. Lo ha annunciato Paolo De Castro, primo vicepresidente della commissione Agricoltura dell’Europarlamento nel corso di un confronto nella sede dell’assemblea su ”L’innovazione in agricoltura”.

”Sono più che mai deciso – ha spiegato De Castro – a chiedere alla Commissione Ue di fare chiarezza, dato che la sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso 25 luglio rischia di equiparare – dal punto di vista normativo – gli organismi o le varietà di piante ottenute dall’incrocio della stessa specie (senza inserire un Dna estraneo, la mutagenesi) agli organismi geneticamente modificati, che invece posseggono un patrimonio genetico inesistente in natura e che l’85% degli italiani non vogliono”.

Anche Piet van der Meer, esperto accademico belga, è intervenuto precisando che la sentenza della Corte Ue si riferisce a ”nuove tecniche di mutagenesi” che implicano l’uso di ”ingegneria genetica”, senza però approfondire la definizione di questi due termini. ”Chiederò quindi a Andriukaitis di rimettere mano alla legislazione Ue in quanto – ha proseguito De Castro – l’errore è stato non avere definito nella normativa le tecniche che fanno riferimento agli ogm. Abbiamo bisogno di miglioramento genetico non ogm, per rispondere ai cambiamenti climatici, alle sfide agricole e alimentari, per non dipendere più dalle grandi multinazionali, rafforzando la collaborazione fra università e piccoli centri di ricerca”.