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Su La Nuova Ecologia la fuga dalla città di Manu Larcenet

Una striscia di Manu Larcenet

Chi già conosce Manu Larcenet queste righe se preferisce può saltarle a piè pari, girare pagina e andarsi subito a leggere lo “stralcio” di Ritorno alla terra che pubblichiamo in questo numero.

Il primo della collaborazione fra Nuova Ecologia e Coconino, di cui siamo molto orgogliosi e che andrà avanti per almeno un anno. Fondata nel 2000 da Igort e Carlo Barbieri, oggi diretta da Ratigher, Coconino, per chi non la conoscesse, è la casa editrice che “pubblica i fumetti più belli del mondo”, come scrivono sul loro sito e sui loro pro li social.

Il nome è un tributo alla contea in cui è ambientato Krazy Kat di George Herriman, uno dei primi capo- lavori del graphic novel. Nei suoi quasi vent’anni di vita ha dato un contribuito fondamentale nel far crescere il fumetto in Italia, tenendo a battesimo i più grandi autori italiani – Gipi, Davide Reviati, Manuele Fior – e pubblicando mostri sacri come Jiro Taniguchi, Daniel Clowes, Charles Burns e David B.

Il fumetto è parte del dna di Nuova Ecologia. Dai tempi di Andrea Pazienza che negli anni ’80 ha reso partecipi del suo genio i nostri lettori, alla rubrica “Via d’uscita”, l’ultima pagina della nostra rivista dove per anni, grazie alla preziosa collaborazione di Emiliano Rabuiti, si sono alternate tante giovani promesse italiane. Promesse oggi non più giovani forse, ma tutte mantenute: il già nominato Davide Reviati, Luca Genovese, Maurizio Ribichini, Claudio Calia, solo per citarne alcuni.

Fatte le necessarie premesse e le dovute presentazioni torniamo al punto di partenza: Manu Larcenet, l’autore che insieme alla redazione di Coconino – il caporedattore Oscar Glioti e i due editor Giovanni Ferrara e Luca Baldazzi – abbiamo scelto per inaugurare queste pagine. Il direttore editoriale Ratigher ha insistito su un solo punto per scegliere che cosa pubblicare di volta in volta: “Mettere sempre al centro le storie”. Scegliere, insomma, qualcosa di comprensibile per chiunque, dall’appassionato a chi non ha ancora letto un fumetto in vita sua. Il segno semplice di Larcenet, i colori, il soggetto, le strisce alla Peanuts hanno contribuito a fare di Ritorno alla terra la scelta perfetta. Speriamo sia anche per voi cosi!

Per accompagnarvi nella maniera migliore possibile nelle pagine che seguono è utile raccontarvi qualcosa della trama. Ritorno alla terra racconta di Manu e Mariette, una coppia che insieme al loro gatto Speed lascia Parigi per trasferirsi a Rapanel, sperduto borgo della campagna francese. La sua particolarità è che si tratta di “un’auto-biografia scritta da un altro”: Larcenet ha infatti scelto di affidare la scrittura a Jean-Yves Ferri, uno degli sceneggiatori più importanti del panorama fumettistico francese.

Vivere in campagna non è una passeggiata (ah, La prima passeggiata è il titolo della vignetta in apertura): Manu, fumettista in eterno ritardo, vuole lasciarsi alle spalle lo stress della città ma il cambiamento è drastico: lo stravolgimento delle abitudini, l’approccio con la terra e gli animali, il dialetto, la neve, il gatto in stato di trance. La satira degli autori colpisce sia i cittadini con le loro nevrosi che i paesani con la loro semplicità. Striscia dopo striscia, pagina dopo pagina, non restano però solo le risate. Tante battute nascondono riflessioni profonde. E poi i personaggi: stravaganti, caricaturali, ma allo stesso tempo ben scritti e umanissimi: la vecchia Morte-Mont, sempre pronta a dispensare detti popolari, il taciturno padrone di casa Henri (ne farete conoscenza a breve) e l’ex sindaco diventato un eremita vestito di sola barba. Nel fu- metto, in un divertentissimo sfalsamento nei piani di lettura, farà la sua comparsa lo stesso sceneggiatore Jean-Yves Ferri, fuggito in campagna alla ricerca di ispirazione per terminare la trama di Ritorno alla Terra

Benvenuti a Rapanel e come direbbe Manu: “karucho”. 

Articolo trattato dal numero di maggio de La Nuova Ecologia

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