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Strage di tartarughe in Messico, almeno 300 femmine morte annegate

Forse impigliate nelle reti fantasma a largo di Morro Ayuta, una delle poche spiagge dove vanno a deporre le uova

Son almeno 300 le tartarughe marine olivacee (Lepidochelys olivacea) trovate morte su una spiaggia a Morro Ayuta nello stato di Oaxaca, sulla costa occidentale del Messico. Una perdita gravissima per la biodiversità, considerato che tutti gli esemplari spiaggiati erano femmine, forse in migrazione riproduttiva verso una delle poche spiagge su cui nidificano, e che la specie è classificata come Vulnerabile (quindi vicino al rischio estinzione) nella Lista rossa della Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura).

Tramite la Bbc, che ha riportato la notizia, un funzionario del ministero dell’ambiente del Messico ha fatto sapere che gli esami preliminari suggeriscono che gli animali sono annegati, probabilmente impigliati in reti da pesca illegali lasciate in alto mare o in reti abbandonate, note come “reti fantasma”.

Non è la prima volta che un gran numero di tartarughe olivastre viene trovato morto a Oaxaca. Nel 2018 i pescatori ne avevano trovate altre 300 impigliati nelle reti da pesca.
Il Messico ha vietato la cattura di tartarughe marine nel 1990 e ci sono pene severe per chiunque le uccida. I funzionari hanno avvisato che la marina messicana si unirà alle autorità ambientali nelle loro indagini sulle morti.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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