Strage di volatili a Ravenna: la Procura ha aperto un fascicolo

L’intenzione della magistratura è quella di chiarire tutti i contorni della vicenda. L’ipotesi di reato configurabile appare al momento fluida, oscillando tra l’inquinamento ambientale e il disastro ambientale

Ravenna, aperta inchiesta sui volatili morti

La Procura di Ravenna ha aperto un fascicolo sulla strage di volatili nella Valle della Canna, alle porte di Ravenna, uno degli ecosistemi più preziosi del panorama ambientale italiano. L’intenzione della magistratura è quella di chiarire tutti i contorni della vicenda. L’ipotesi di reato configurabile appare al momento fluida, oscillando tra l’inquinamento ambientale e il disastro ambientale.

Solo venerdì scorso sono stati recuperati 1.075 uccelli morti (di cui 35 trampolieri) e 185 ancora vivi. Circa 300 quelli recuperati nei giorni precedenti, di cui una sessantina i superstiti. Martedì riprenderà il recupero delle carcasse e il conto salirà. Alla base potrebbe esserci un’intossicazione da botulino dovuto al caldo anomalo di questo inizio di ottobre e alla mancanza d’acqua: un cocktail micidiale. Il Comune in una nota ha respinto tutte le critiche, sostenendo di «essersi attivato subito e di aver fatto tutto il possibile».

Nel fascicolo confluiranno i risultati delle prime analisi che indicano nel botulino la causa di morte degli uccelli. Gli inquirenti acquisiranno inoltre carcasse di volati morti per ulteriori analisi di laboratorio. In programma anche sopralluoghi mirati per la verifica e la conseguente documentazione fotografica dello stato dei luoghi.

Al momento gli uccelli contagiati sono almeno 1.300 anche se stime ufficiose indicano che oltre 3.000 esemplari potrebbero avere contratto la patologia che si è fin qui rivelata letale nell’oltre 90% dei casi. Il cosiddetto ceppo ‘aviare’ del botulismo è specifico per gli uccelli e non è in grado di contagiare l’uomo.