Strada a senso unico

DAL MENSILE L’editoriale di giugno del direttore Francesco Loiacono. “Servono investimenti nel tempo e interventi strutturali per non tornare ad ammalarci di smog e traffico’” / Acquista una copia

foto di Loiacono.jpgÈ il momento di fare la punta alle matite e disegnare nuovi spazi in cui vivere un’esistenza più gradevole e salubre. Dopo aver visto il cielo terso nelle settimane del lockdown, per non tornare prigionieri di smog e traffico, e fronteggiare l’infinito stillicidio di decine di migliaia di morti l’anno per inquinamento atmosferico, va ripensata la mobilità urbana e ridefinito l’uso di aree ed edifici pubblici.

In molte città del mondo, e a dire il vero anche da noi, qualcosa sta già cambiando. Lo racconta Elena Comelli nel pezzo che apre la storia di copertina della Nuova Ecologia di giugno, arricchita da un’illustrazione di Silvia Casanova che ci mostra un futuro decisamente più desiderabile. Il bonus mobilità previsto dal “decreto Rilancio” favorisce l’abbandono dell’auto privata in favore di biciclette e altri mezzi per la micromobilità, ma per imboccare davvero la “buona strada” servono investimenti e interventi strutturali che agevolino un definitivo cambio degli stili di vita.

C’è una città che forse più di tutte nel Belpaese ha bisogno di approfittare di questa fase per decidere da che parte andare. “Passeggiare fra le calli deserte intorno a San Marco, attraversare la piazza più famosa del mondo in questo particolare momento storico è un’esperienza surreale”, scrive Elisa Cozzarini nella sua inchiesta. In questi giorni Venezia, abbandonata dai turisti, svela dettagli straordinari che prima sfuggivano. Investire sul polo culturale già vivo intorno alla Biennale può dare respiro all’economia e creare posti di lavoro in un centro già colpito dall’acqua grande dello scorso novembre e schiacciato più di ogni altro dall’overtourism. L’Ente nazionale per il turismo, l’Enit, prevede un ritorno alla crescita del settore a livelli pre Covid-19 solo nel 2023.

Il già citato decreto licenziato dal governo fa uscire dall’ombra circa 400mila braccianti immigrati, che potranno ottenere un permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi. È difficile al momento prevedere quanti lavoratori stranieri imboccheranno realmente
un percorso di regolarizzazione, quanti saranno trattati come esseri umani e non solo come forza lavoro. La speranza è che nelle terre del caporalato, dove ci porta Rocco Bellantone con la sua inchiesta, i diritti siano rispettati più di ieri. E allora facciamo nostre le parole usate da don Ciotti durante l’evento web per festeggiare i 40 anni di Legambiente: “La dignità non può essere vissuta a stagioni”. 

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