Stop glifosato, Vienna in prima fila

Mentre pochi giorni fa è cominciata la discussione a Bruxelles per prorogare l’uso del glifosato in Europa per altri 10 anni, il governo austriaco si è distinto per la sua contrarietà. Ha infatti sollecitato affinché “non si prendano decisioni sul glifosato senza prima aver fatto chiarezza sulla vicenda dei “Monsanto Papers”

di ROBERTO CONSIGLIO

E’ cominciata pochi giorni fa a Bruxelles, presso il PAFF (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed), la discussione per prorogare l’uso del glifosato nel Vecchio Continente per altri 10 anni. Contemporaneamente numerose associazioni si sono mobilitate in vista della discussione politica, che partirà il 5 ottobre, per evidenziare come questa sostanza sia altamente tossica per la salute umana.

Con tale dibattito secondo gli attivisti della campagna #StopGlifosato, come riportato da Greenreport.it, si stanno gettando “le basi per decidere se i cittadini continueranno o no a vivere sotto la minaccia di una sostanza chimica che l’Organizzazione Mondiale della Sanità giudica “probabilmente cancerogena”. Nonostante questo, il glifosato, non è stato etichettato come elemento pericoloso dalle istituzioni sanitarie europee.

Le procedure effettuate durante i controlli hanno però attirato l’attenzione sia degli attivisti della campagna contro il pesticida che del mondo scientifico. Le analisi svolte non convincono affatto “visto che le opinioni risultano pesantemente inquinate dalle richieste e dalle ricerche della società produttrice”.

L’Italia dovrebbe continuare, tramite le figure dei ministri dell’Agricoltura Martina e della Salute Lorenzin, ad essere una delle nazioni europee più attive nella campagna contro il glifosato. Una mobilitazione che vede attivi anche altri stati del Vecchio Continente, ad esempio la Francia.

Secondo Maria Grazie Mammuccini, portavoce della campagna #StopGlifosato, un modello da seguire è l’Austria visto che la nazionale agenzia per la sicurezza alimentare “ha chiesto alla Commissione Europea un’indagine ufficiale sul presunto plagio della valutazione di rischio”. Lo stesso governo di Vienna ha sollecitato affinché “non si prendano decisioni sul glifosato senza prima aver fatto chiarezza sulla vicenda dei “Monsanto Papers”, cioè della intromissione della multinazionale produttrice dell’erbicida nelle ricerche teoricamente indipendenti svolte dalle agenzie europee Echa ed Efsa”.

Se queste richieste non verranno prese in considerazione verrà fatta partire, tramite social network, una nuova iniziativa contro questa sostanza.