venerdì, Ottobre 23, 2020

Chevron in Ecuador: 29 premi Nobel chiedono la liberazione dell’attivista Steven Donziger

 

Donziger

Ventinove premi Nobel chiedono la liberazione dell’avvocato per i diritti umani Steven Donziger, costretto da oltre 250 giorni agli arresti domiciliari per aver denunciato l’inquinamento causato nella foresta amazzonica dell’Ecuador dalla compagnia energetica Chevron. L’appello è stato prontamente sostenuto da Alec Baldwin, Roger Waters e da altre importanti personalità del mondo dello spettacolo.

Da anni Steven Donziger fornisce consulenza legale a supporto delle comunità locali e delle popolazioni indigene che dal 2011 hanno intentato una causa a Chevron, chiedendo un maxi risarcimento di 9,5 miliardi di dollari per i danni ambientali provocati nei territori in cui vivono. Attraverso la sua succursale Texaco, il colosso energetico ha sversato circa 16 miliardi di litri di rifiuti tossici derivati dalle attività petrolifere nella foresta pluviale ecuadoriana dal 1964 al 1992, causando una catastrofe ambientale e una crisi umanitaria di vastissima portata. 

In questi anni Chevron si è sempre rifiutata di riconoscere le proprie responsabilità e ad oggi nell’area in cui opera in Ecuador rimangono attivi 916 siti in cui vengono depositati rifiuti tossici causando un avvelenamento sempre più esteso di acqua potabile. La compagnia ha invece speso circa 2 miliardi di dollari per finanziare una campagna mediatica e legale contro Donziger. Avvalendosi della complicità di un giudice statunitense è riuscita a far confiscare il passaporto all’avvocato e a farlo mettere agli arresti domiciliari a tempo indeterminato in attesa del processo. Una custodia cautelare a dir poco anomala che, come detto, dura da oltre 250 giorni senza che Donziger sia stato finora condannato per alcun crimine.

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