martedì 15 Giugno 2021

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Portacontainer in fiamme in Sri Lanka, mare e spiagge invase dalle microplastiche

Sempre più allarmanti le conseguenze dell’incendio della nave X-Press Pearl, che trasportava sostanze chimiche combustibili e acidi dall’India al porto di Colombo. Lo sversamento di detriti rischia di causare danni ecologici inestimabili per la flora e la fauna marina che popolano le acque attorno all’isola dell’Oceano Indiano

In Sri Lanka sono sempre più allarmanti le conseguenze dell’incendio della nave portacontainer X-Press Pearl, in fiamme da dieci giorni al largo dell’isola asiatica. L’imbarcazione, registrata a Singapore, lunga quasi 190 metri, trasportava sostanze chimiche combustibili, gasolio, acidi (25 tonnellate di acido nitrico), materie prime per la cosmesi, plastica e altri prodotti stivati in quasi 1.500 container. Era partita dall’India e sarebbe dovuta attraccare al porto di Colombo. Ma a 14 chilometri dalla destinazione è andata improvvisamente in fiamme. Ciò ha provocato uno sversamento di detriti in mare e nella vicina spiaggia di Negombo, popolare destinazione turistica.

L’invasione di microplastiche – miliardi di piccole palline di polietilene – rischia di causare danni ecologici inestimabili per la flora e la fauna marina che popolano le acque attorno all’isola dell’Oceano Indiano, oltre che per le spiagge vicine al luogo dell’incidente. Si tratta “probabilmente il peggior inquinamento delle spiagge della storia del Paese” ha dichiarato la Marine Protection Authority, che teme anche che si verifichino piogge acide a causa dei fumi tossici provocati dall’esplosione. Otto container che erano a bordo della X-Press Pearl sono finiti in mare.

Si teme lo scenario peggiore, ovvero che l’imbarcazione si spezzi riversando in mare più di 300 tonnellate di combustibili e carburanti. Si prevedono danni ingentissimi non solo per l’ambiente ma anche per l’economia del posto, basata principalmente oltre che sul turismo anche sulla pesca

Si spera che non si concretizzi lo scenario peggiore, ovvero che l’imbarcazione si spezzi riversando in mare più di 300 tonnellate di combustibili e carburanti. Si prevedono danni ingentissimi non solo per l’ambiente ma anche per l’economia del posto, basata principalmente oltre che sul turismo anche sulla pesca, attività vietata al momento su ben 80 chilometri di costa.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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