Spreco alimentare: si riduce acquistando dai contadini

Nelle filiere corte, locali e biologiche è mediamente 3 volte inferiore a quello dei sistemi convenzionali. A rivelarlo un rapporto dell’Ispra. E il ministro Galletti:  “La riduzione è stata del 20% nell’ultimo anno”

immagine di cibo buttato via

Nelle filiere corte, locali e biologiche (vendita in azienda, mercati e negozi degli agricoltori) lo spreco alimentare è mediamente 3 volte inferiore a quello dei sistemi convenzionali. Nel caso di reti alimentari ancor più capillari, su base ecologica, locale, solidale e di piccola scala, lo spreco arriva a essere circa 8 volte inferiore. Lo rivela un rapporto dell’Ispra (il centro studi del ministero dell’Ambiente), in occasione della Giornata mondiale contro lo spreco alimentare del 5 febbraio.

“Per prevenire il fenomeno – scrive l’Ispra – è necessario incentivare le produzioni agroecologiche di piccola scala, quelle dell’agricoltura contadina connessa ai mercati del territorio, delle reti solidali e delle cooperative tra produttori e consumatori”. Contro lo spreco l’Ispra propone “pianificazione di modelli alimentari sostenibili di produzione, distribuzione e consumo; acquisti pubblici verdi; politiche alimentari locali sistemiche e partecipate; educazione alimentare e nutrizionale; supporto alle reti alimentari locali, di piccola scala, ecologiche, solidali; tutela dell’agricoltura contadina e accesso alla terra; agroecologia in aree rurali e naturali, valorizzazione dell’agrobiodiversità; sviluppo dell’agricoltura sociale, urbana e in aree soggette ad abbandono; contrasto agli illeciti nell’agroalimentare; approfondimenti sul campo delle ricerche; ruolo attivo dei cittadini per comunità resilienti e in rete”. 

“Sugli sprechi alimentari abbiamo invertito il trend, abbiamo fatto una buona legge che sta dando risultati, abbiamo mandato un messaggio che è di economia domestica, ma anche di etica, di ecologia sociale”. “La riduzione è del 20% nell’ultimo anno”. Lo ha detto in un comunicato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in occasione della Giornata mondiale contro lo spreco alimentare il 5 febbraio. “Ma abbiamo fatto solo un primo passo – ha aggiunto Galletti -. Cento grammi al giorno, quasi 85 chili l’anno di cibo buono sprecato in ciascuna famiglia – come rivela la ricerca del progetto “Reduce” dell’Università di Bologna, promosso dal mio Ministero – sono ancora una quantità inaccettabile. Sono oltre 2,2 tonnellate di spreco economico e, come ha detto Papa Francesco, di alimenti sottratti alla mensa dei poveri. Era importante partire nella sfida contro lo spreco. L’abbiamo fatto e bene, adesso è ancora più importante andare avanti e puntare allo spreco zero”.