mercoledì 19 Gennaio 2022

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Spiagge, a fine 2023 il termine ultimo per le concessioni balneari

Lo ha stabilito una recente sentenza del Consiglio di Stato. Di questa deadline e del futuro del settore si parla il 10 dicembre, alle 16.30, nel corso di un incontro online organizzato da Legambiente. Ecco i temi chiave che verranno affrontati

di SEBASTIANO VENNERI ed EDOARDO ZANCHINI

“Spiagge, e ora cosa succede?”, abbiamo titolato così l’incontro online di venerdì prossimo, 10 dicembre alle 16.30 in diretta streaming sul sito di Nuova Ecologia, nel corso del quale vorremmo cominciare ad affrontare, con i diversi soggetti interessati, i temi posti dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che in adunanza plenaria ha fissato al 31 dicembre 2023 il termine ultimo per le attuali concessioni balneari. Due anni a partire da ora, finalmente un tempo certo e prossimo, non più il tempo infinito delle proroghe che segnavano l’orizzonte fluido che ci ha accompagnato di fatto negli ultimi 30 anni, quando ogni Governo in carica rinviava al successivo l’affaire balneari. Se ne sarebbe dovuto riparlare nel 2033 se non fosse intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato che obbliga ora a fare i conti con una direttiva europea ignorata da 15 anni.

Ma guardare indietro ora serve a poco. E con l’appuntamento di venerdì vorremmo piuttosto guardare al futuro prossimo, e magari anche provare a costruirlo questo futuro insieme agli operatori del settore, cosa che peraltro cerchiamo di fare da tempo. È questo del resto lo spirito che ha animato le iniziative di Legambiente negli ultimi anni. A cominciare dalla redazione annuale del nostro Dossier Spiagge, una raccolta di dati e informazioni su quanto accade sul demanio marittimo del nostro Paese. Non un atto d’accusa nei confronti dei balneari, come grossolanamente viene spesso raccontato da una parte del mondo dei balneari, ma un resoconto dettagliato sui vizi e le virtù, sui problemi e le soluzioni che insistono sul nostro litorale. A cominciare dagli squilibri, in primo luogo quello della porzione di litorale libero sacrificato a favore del litorale gravato da concessioni, una situazione che in alcuni Comuni raggiunge percentuali prossime al 100%. E poi lo squilibrio dei canoni demaniali ovviamente, in buona parte troppo bassi, come ammesso più volte dagli stessi rappresentanti di categoria, ma in alcuni casi anche troppo alti, come accade per i cosiddetti canoni pertinenziali.

Ma nel dossier c’è anche il racconto delle buone pratiche che si stanno moltiplicando nel settore e che stiamo contribuendo a far crescere: dalla Versilia alla Toscana al Cilento, dalla Puglia al Veneto passando per i lidi del parco del Cerrano, è tutto un fiorire di esperienze che parlano di plastic free, di efficienza energetica, di corretta gestione dei rifiuti, di stabilimenti tarta friendly, di accessibilità e inclusività con il nostro marchio “Ecospiagge per tutti”. E queste esperienze hanno guidato il percorso che ha portato alla definizione della Prassi UNI per gli stabilimenti “accessibili e sostenibili”, un caso unico al mondo voluto e realizzato dalla nostra associazione che ha coinvolto a quel tavolo, come sempre facciamo, le associazioni di categoria. I balneari di Confcommercio e Confesercenti, noi di Legambiente e gli amici di Village4All abbiamo definito insieme e codificate nella Prassi UNI le caratteristiche di uno stabilimento accessibile e sostenibile, un’attività preziosissima proprio in vista delle evidenze pubbliche dei prossimi anni. Come da tempo sosteniamo, del resto, non dovranno essere gare esclusivamente o prevalentemente di natura economica, ma piuttosto basate prioritariamente sulla qualità dell’offerta quelle che dovranno conferire le concessioni nei prossimi anni.

E ancora in questi anni siamo stati sempre noi a denunciare il fenomeno forse più grave proprio per coloro che gestiscono gestisce il litorale, ben più drammatico di qualsiasi Bolkestein o sentenza del Consiglio di Stato: il fenomeno dell’erosione costiera. In 50 anni il nostro paese ha visto scomparire 40 milioni di metri quadrati di litorale, letteralmente spazzati via dall’erosione costiera e dai goffi tentativi di combatterla a colpi di cemento e massi in mare. È come se fosse scomparsa una porzione di litorale sulla quale si sarebbero potuti installare 13mila stabilimenti balneari. Cari balneari, non è l’Europa che vi porta via le spiagge, ma ci ha già provveduto l’erosione. Sarebbe bello avervi accanto in questa battaglia, tanto più drammatica in epoca di eventi meteoclimatici estremi determinati dal riscaldamento globale.

Di questo e altro ci piacerebbe finalmente cominciare a discutere, mettendo da parte sofismi legulei e arzigogoli giuridici, ma affrontando le grandi sfide che la pandemia e la crisi climatica impongono e che qualsiasi imprenditore sarebbe contento di combattere per avere aziende più forti e più pulite.

Save the date webinar spiagge

Ne parleremo con Carlo Salvemini, il sindaco di Lecce che con la sua iniziativa ha portato la vicenda al pronunciamento del Consiglio di Stato e con Alessandro Berton, presidente di Unionmare Veneto, l’associazione che raggruppa una porzione significativa del comparto, che si è dichiarato più volte disponibile alle evidenze pubbliche e aperto alle opportunità che pure la sentenza offre. Ne parleremo ancora con Paola Fagioli di Legambiente Turismo e Roberto Vitali di Village4All, che hanno partecipato fattivamente al tavolo della definizione della Prassi UNI per gli stabilimenti accessibili e sostenibili. Ci aiuterà nel percorso un profondo conoscitore della materia come Alex Giuzio, capo redattore di Mondo Balneare, la rivista che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione. Ascolteremo il punto di vista di Roberto Biagini, presidente del coordinamento Mare Libero che ha portato avanti la battaglia a favore delle spiagge libere. E infine ascolteremo la vice presidente della Commissione Ambiente della Camera, Rossella Muroni, per capire come il Parlamento intenderà lavorare in questi due anni per farsi trovare pronti all’appuntamento del dicembre 2023.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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