Ecomondo 2016, un’edizione da record

Sono stati 105.574 (+2% rispetto al 2015) i visitatori alla Fiera di Rimini per il salone internazionale del recupero di materia ed energia, oltre 11.000 stranieri. Tra imprese e realtà della green economy
ICONA_video 20 anni di Ecomondo, 20 anni di un avvenire
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Stati generali della green economy

Una città all’interno della città, tanti sogni da realizzare per il pianeta e tanti progetti diventati realtà, questa è Ecomondo, a Rimini, il salone internazionale del recupero di materia ed energia sostenibile, che quest’anno festeggia vent’anni. «Venti edizioni di Ecomondo – spiega Alessandra Astolfi, group brand manager di Rimini Fiera – non sono poche. Ma lo diventano se si pensa che, in soli due decenni, da un’intuizione concentrata sul mondo dei rifiuti, infatti la manifestazione all’inizio si chiamava “Ricicla”, siamo arrivati ad essere il punto di riferimento della green e circular economy nell’intera area euromediterranea». Non a caso quest’anno, spiega l’ufficio stampa dell’evento, “i lavori degli Stati generali della green economy, si sono aperti con la sessione plenaria e la presentazione della “Relazione sullo stato della green economy 2016 – L’Italia in Europa e nel mondo”. Ecomondo ha dimostrato col tempo di essere soprattutto ricca di contenuti: un luogo dove enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, imprese e tutti quelli che lavorano nell’economia circolare si incontrano. Numerose sono le iniziative realizzate per ripercorrere la storia del salone. «Per festeggiare questo anniversario – racconta Astolfi – abbiamo allestito una mostra nella hall all’ingresso sud, sotto la grande cupola. ExNovo- Materials in the circular economy, questo il suo nome, rappresenta la svolta in corso: quella che sta cambiando il modo di utilizzare la materia nel mondo industriale. Da una parte ci sono i materiali che fino a ieri erano soltanto rifiuti, carta, alluminio, legno, vetro, plastica, acciaio, e che assumono ora nuove caratteristiche e prestazioni. Dall’altra i biomateriali industriali, come olio minerale, gomma, compost e bioplastica che dai prodotti agricoli ricavano materie prime in evoluzione». La mostra è suddivisa in tre tappe, la prima è dedicata alla rappresentazione della “macchina” che oggi genera nuovi materiali, la seconda ai protagonisti di questa nuova realtà economica e la terza allo Spazio della sperimentazione e delle start up, dove si riuniscono piccole esperienze non industriali che esploreranno i trend del futuro.