martedì 18 Maggio 2021

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Solo il 3% degli ecosistemi mondiali è rimasto intatto

Si trovano in parti dell’Amazzonia e del Congo, Siberia orientale, Canada e Sahara. Le aree incontaminate potrebbero espandersi con la reintroduzione di animali. I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Forests and Global Change

Solo il 3% della terra del mondo è rimasta ecologicamente intatta. Ovvero con  popolazioni sane di tutti i suoi animali originali e habitat indisturbati. Questi frammenti di natura selvaggia non danneggiati dalle attività umane si trovano principalmente in parti delle foreste tropicali dell’Amazzonia e del Congo, nelle foreste e nella tundra della Siberia orientale e del Canada settentrionale e nel Sahara. Lo studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Forests and Global Change, ha utilizzato mappe di 7.000 specie e la Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura. La maggior parte dei dati riguardava i mammiferi, ma includeva anche alcuni uccelli, pesci, piante, rettili e anfibi. Molte delle aree intatte identificate erano in territori gestiti da comunità indigene. L’analisi non ha incluso l’Antartide.

Le specie aliene invadono il mondo

Gli scienziati con il nuovo studio sostengono che le foreste, la savana e la tundra possono apparire intatte dall’alto ma che, sul terreno, mancano specie vitali


Le specie aliene invasive tra cui gatti, volpi, conigli, capre e cammelli hanno avuto un impatto importante sulle specie autoctone in Australia: infatti lo studio che non ha trovato aree intatte rimaste. I ricercatori suggeriscono di reintrodurre un piccolo numero di specie importanti in alcune aree danneggiate, come elefanti o lupi, una mossa che potrebbe riportare fino al 20% della terra del mondo all’integrità ecologica.

Precedenti analisi hanno identificato aree selvagge sulla base in gran parte di immagini satellitari e hanno stimato che il 20-40% della superficie terrestre è poco influenzata dagli esseri umani.  Tuttavia, gli scienziati con il nuovo studio sostengono che le foreste, la savana e la tundra possono apparire intatte dall’alto ma che, sul terreno, mancano specie vitali. Gli elefanti, ad esempio, diffondono semi e creano importanti radure nelle foreste, mentre i lupi possono controllare le popolazioni di cervi e alci.

La sesta estinzione di massa

La nuova valutazione combina mappe dei danni umani all’habitat con mappe che mostrano dove gli animali sono scomparsi o sono troppo pochi per mantenere un ecosistema sano. È ampiamente accettato che il mondo sia in una crisi di biodiversità, con molte popolazioni di fauna selvatica – dai leoni agli insetti – che precipitano, principalmente a causa della distruzione degli habitat per l’agricoltura e l’edilizia. Alcuni scienziati pensano che stia iniziando una sesta estinzione di massa della vita sulla Terra, con gravi conseguenze per il cibo, l’acqua e l’aria pulite da cui dipende l’umanità.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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