Smart working nell’era del 4.0

Sempre più aziende, anche nel nostro Paese, decidono di affidarsi a una modalità di organizzazione del lavoro che consente ai dipendenti di poter gestire in modo più flessibile il proprio tempo

immagine di un uomo che lavora sul portatile da casa

In Italia sempre più aziende decidono di affidarsi allo smart working, ovvero quella modalità di organizzazione del lavoro che consente ai dipendenti di poter gestire in modo più flessibile il proprio tempo e che grazie anche alle nuove tecnologie trasforma l’ufficio da luogo fisico e chiuso a spazio aperto e flessibile. Anche se i dati sull’utilizzo di questa innovativa modalità di lavoro attualmente sono molto modesti e riguardano una minima parte dei lavoratori, i numeri sono destinati a crescere nel prossimo futuro. Secondo i dati del Politecnico di Milano, rispetto agli anni precedenti, nel 2017 il passaggio dalle forme di lavoro tradizionali allo smart working è in aumento del 60%.

Esistono già parecchi esempi di aziende che hanno adottato questa politica, per esempio Mars Italia, che già dagli anni ‘90 consente ai propri dipendenti (che chiamano “associati”) di lavorare nel luogo che preferiscono, o grandi aziende come Siemens, Enel e Tim, che hanno concesso il lavoro da casa per qualche giorno a settimana ai dipendenti, riducendo i tempi degli spostamenti casa-lavoro degli impiegati che hanno aderito al programma.

Notizia recente è l’innovazione messa in atto da Prysmian group, società spin off del gruppo Pirelli che si occupa di cavi e sistemi di telecomunicazioni, in collaborazione con Microsoft Italia. Cogliendo l’occasione della necessità di una nuova sede che raggruppasse le tre sedi sparse per Milano, il Ceo di Prysmian ha voluto una riorganizzazione degli spazi e di tutto il sistema organizzativo del lavoro del gruppo in ottica di digital tranformation e di miglioramento della qualità della vita dei propri dipendenti a 360 gradi, per favorire la creatività e l’interconnessione. A partire dalla nuova sede, ristrutturata secondo i criteri dell’efficentamento energetico e investendo sulla creazione di sale comuni super accessoriate e connesse, spazi ricreativi comuni, passando per una strategia di incentivi per gli spostamenti casa-lavoro con i mezzi pubblici e parcheggi dedicati per chi è costretto a ricorrere al mezzo privato.

L’azienda, che ha a cuore la qualità della vita dei dipendenti, a partire dalla considerazione che un impiegato è impiegato anche quando non è fisicamente sul luogo di lavoro, ha la responsabilità di migliorare la sua qualità della vita e di prendersene cura in ogni momento della giornata. La vecchia idea di controllo del dipendente lascia insomma il posto alla logica della trasparenza e della fiducia, puntando sulla flessibilità degli orari, eliminando anche le pareti fisiche in favore degli open space e utilizzando pc portatili al posto dei tradizionali desktop, in un’ottica di condivisione di spazi e progetti slegata dall’idea di un luogo fisico stabile.

Grazie al partner tecnologico Microsoft, Prysmian ha implementato tecnologie di sharing che hanno reso possibile tutto questo: dall’utilizzo di software di gestione collettiva dei progetti allo spostamento dei dati su cloud, in modo da consentire ai dipendenti di averne accesso da ogni luogo, alla piattaforma di condivisione Yammer, una sorta di social network aziendale utilizzato sia per scambiarsi informazioni di lavoro che private, aumentando la condivisione delle informazioni e la socializzazione fra dipendenti. Ultimo, ma non in ordine di importanza, il processo di abolizione progressiva dell’archiviazione su carta, eliminando stampanti, digitalizzando gli archivi e togliendo anche i contenitori della carta dagli spazi aziendali.

Una piccola grande rivoluzione culturale che si sta facendo strada e che, in un mondo sempre più tecnologico e social, è destinata a prendere sempre più piede per la sua capacità di conciliare le necessità delle imprese con la semplificazione e il miglioramento della qualità della vita di chi ci lavora.