L’abolizione del Sistri, epilogo del sistema di tracciabilità dei rifiuti

La soppressione sarà in vigore dal gennaio del 2019. Soddisfazione dal mondo delle imprese. Nel decreto legge sulle semplificazioni saltano le modifiche al Codice degli appalti ICONA recensioni Ministro Costa: “uno spreco da 141 milioni”

Sistema Sistri e Black Box

Tra le principali novità del decreto legge sulle semplificazioni e il sostegno per cittadini, imprese e Pubblica amministrazione, approvato il 12 dicembre dal Consiglio dei ministri, c’è anche l’abolizione del Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

Dal primo gennaio del 2019 verrà dunque soppresso il sistema e con esso i contributi annuali dovuti dagli operatori. In attesa dell’elaborazione di un nuovo sistema, resta la tracciabilità dei rifiuti con il sistema cartaceo. “Un registro che in realtà non ha mai tracciato i rifiuti, ha soltanto reso la vita un inferno a tante imprese”, ha detto in proposito il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. 

Soddisfazione dal mondo delle imprese

Confindustria, CNA, Confcommercio, Confagricoltura e Casartigiani hanno espresso “forte apprezzamento” per la norma contenuta nel dl semplificazioni che sopprime il Sistri. “Si tratta di una misura da tempo invocata dalle imprese, che in tutti questi anni hanno scontato le inefficienze e le criticità che hanno caratterizzato il sistema fin dal principio – si legge in una nota -. Le numerose proroghe e i provvedimenti di modifica e integrazione spesso contraddittori hanno reso la normativa caotica e spesso inapplicabile, rischiando di mettere l’Italia non in regola con le disposizioni comunitarie e con l’obiettivo della tracciabilità dei rifiuti, da sempre condiviso dal mondo imprenditoriale. Le imprese sostengono i processi di digitalizzazione e innovazione degli adempimenti amministrativi in un’ottica di semplificazione e auspicano che il futuro sistema sia chiaro, semplice ed economico. Obiettivi che possono essere raggiunti con un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza in fase di definizione del nuovo progetto e attraverso un periodo di sperimentazione, mai adottato in precedenza”.

Saltano le modifiche al Codice degli appalti

Non sono invece entrate nel decreto legge le modifiche al Codice degli appalti, presenti nelle versioni iniziali del decreto, che allentavano le maglie degli affidamenti di appalti con le procedure semplificate, quindi senza gara (alzando la soglia da 1 milione a 2,5 milioni di euro), che sarebbero state oggetto dei rilievi dell’Anac. La revisione del Codice degli appalti diventa oggetto del ddl delega, insieme al codice unico del lavoro e alla semplificazione del codice di procedura civile.