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Cibo, 811 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2020

Secondo la Fao rispetto al 2019 l’emergenza ha colpito altri 161 milioni di persone. Da Roma, dove il 28 luglio si è concluso il pre-vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari, proposte a confronto per centrare l’obiettivo fame zero nel mondo

Si è concluso ieri a Roma il Pre-Summit Food Systems Summit 2021, il pre-vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari. Tre giornate di lavori, coordinate dall’Onu e dal governo italiano e a cui hanno partecipato 500 persone in presenza e 20 mila collegate online, nel corso delle quali sono state affrontate una serie di tematiche cruciali per il presente e il futuro del nostro pianeta: cibo, ambiente, agricoltura, cambiamenti climatici, fame, spreco alimentare, sostenibilità.

Argomenti su cui al pre-vertice di Roma sono arrivate circa duemila proposte ogni angolo del mondo e che adesso verranno valutate e selezionate per essere poi presentate al summit ufficiale di New York in programma a settembre.

Durante l’appuntamento di Roma sono stati passati in rassegna e illustrati gli ultimi approcci scientifici per trasformare i sistemi alimentari globali al fine di renderli meno discriminatori e più inclusivi. Inoltre sono state prospettate delle nuove azioni attraverso cui la comunità internazionale dovrà stimolare finanziamenti e partenariati affinché quello dell’alimentazione diventi finalmente un diritto di tutti. Il che significherà trasformare della produzione e la commercializzazione del cibo e arrivare così all’obiettivo fame zero. Impresa affatto semplice considerato che secondo un rapporto pubblicato questo mese dalla Fao circa un decimo della popolazione mondiale – fino a 811 milioni di persone – ha sofferto la fame nel 2020, 161 milioni di persone in più rispetto al 2019.

Tra in momenti più attesi nel corso del pre-vertice la lettura del messaggio inviato al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres da Papa Francesco. “Produciamo cibo a sufficienza per tutti, ma molti restano senza il pane quotidiano. Questo costituisce un vero scandalo, un crimine che viola i diritti umani fondamentali. Pertanto, è dovere di tutti sradicare questa ingiustizia attraverso azioni concrete e buone pratiche, e attraverso audaci politiche locali e internazionali”. Per Bergoglio “se vogliamo garantire il diritto fondamentale a un tenore di vita adeguato e adempiere i nostri impegni per raggiungere l’obiettivo Fame Zero, non basta produrre cibo. C’è bisogno di una nuova mentalità e di un nuovo approccio integrale e di progettare sistemi alimentari che proteggano la Terra e mantengano al centro la dignità della persona umana; che garantiscano cibo sufficiente a livello globale e promuovano il lavoro dignitoso a livello locale; e che nutrano il mondo di oggi, senza compromettere il futuro”. “Siamo consapevoli – ha aggiunto il Pontefice – che interessi economici individuali, chiusi e conflittuali – ma potenti – ci impediscono di progettare un sistema alimentare che risponda ai valori del Bene Comune, alla solidarietà e alla cultura dell’incontro. Se vogliamo mantenere un multilateralismo fecondo e un sistema alimentare basato sulla responsabilità, la giustizia, la pace e l’unità della famiglia umana sono fondamentali. La crisi che stiamo affrontando è in realtà un’opportunità unica per impegnarsi in dialoghi autentici, audaci e coraggiosi, affrontando le radici del nostro sistema alimentare ingiusto”.

I lavori sono stati conclusi ieri dall’intervento del vice segretario generale delle Nazioni Unite, Amina J. Mohammed. “La visione è stata audace ed il lavoro è stato tanto per fare in modo che questo pre-vertice fosse un successo. Me ne vado da Roma piena di speranze. Solo lavorando insieme in maniera solidale potremmo avere un pianeta prospero. I sistemi alimentari sono un ambito prioritario per fare degli investimenti trasformativi e per aiutarci a fare la transizione che è necessaria”.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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