martedì 26 Gennaio 2021

Siria, Amnesty chiede di revocare il blocco all’inchiesta sul sito di Douma

«Il team dell’Opcw (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, ndr) deve avere accesso completo e senza restrizioni al sito di Douma senza ulteriori ritardi. La loro indagine è cruciale nello scoprire le circostanze esatte delle immagini terrificanti che hanno unito il mondo nell’orrore questo mese. Ogni giorno che passa senza accesso rende più difficile per loro raccogliere e analizzare prove fondamentali». È l’appello della direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le Nazioni Unite a New York, Sherine Tadros. 75 persone, infatti, sono rimaste uccise la scorsa settimana a seguito di un presunto attacco con armi chimiche da parte delle forze governative.

Di queste ore la notizia dell’ingresso degli ispettori Onu a Douma. Lo riferisce la tv di Stato siriana: gli ispettori sono entrati accompagnati dalla polizia siriana e la loro visita si concluderà prima del tramonto.

In precedenza le autorità russe avevano fatto sapere, in una conferenza stampa presso la sede dell’Ambasciata russa a L’Aia, che gli ispettori dell’Opcw avrebbero avuto accesso alla città siriana. Queste le dichiarazioni di Igor Kirillov, capo dell’unità di protezione chimica, biologica e radiologica della Russia, richiamate sul quotidiano britannico Guardian.

In Italia il presidente del Consiglio ha riferito oggi alla Camera sulla situazione in Siria: «L’Italia non è un Paese neutrale, che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra l’alleanza atlantica e la Russia: è un coerente alleato degli Stati Uniti». Gentiloni ha infatti così motivato le sue dichiarazioni: «Credo che non possiamo accettare che si torni a 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale a legittimare l’uso della armi chimiche, non possiamo accettarlo. – e ha aggiunto – La città di Duma, che era l’ultima roccaforte dei ribelli, è stata oggetto di un attacco in cui secondo ogni evidenza si è ripetuto l’uso di armi chimiche: probabilmente cloro miscelato con sarin o agenti assimilabili. Fonti diverse hanno confermato decine di morti e centinaia di feriti».

Recentemente, più di 40 ong internazionali e siriane hanno chiesto che il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres istituisca un meccanismo indipendente per attribuire la responsabilità degli attacchi chimici in Siria. «Mentre il lavoro dell’Opcw è fondamentale per stabilire se un attacco chimico ha avuto luogo a Douma, non è sufficiente per garantire l’accertamento delle responsabilità per le vittime ed evitare che tali crimini si ripetano», ha dichiarato la referente di Amnesty International.

giornato il 17 aprile alle 17:08
Pubblicato il 17 aprile alle 13:38

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