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Sindaci al lavoro

Hidalgo e BloombergMentre la Francia si confronta con il problematico risultato delle regionali (i Verdi, per la cronaca, si sono attestati al 6,7%), la Cop21 va avanti. L’Europa, che qui come altrove sembra più che altro solo un’espressione geografica, si è dotata di un Segretario di Stato per gli affari europei che si chiama Harlem Desir: in pochi lo conoscono ma ha fatto un bel discorso a favore della  transizione verde e delle rinnovabili e si spera non siano solo parole.

L’evento più importante delle ultime ore ci sembra sia stato l’assemblea di oltre mille sindaci in rappresentanza di 600 milioni di abitanti del pianeta, ospitati nel Municipio di Parigi da Anne Hidalgo, assieme a Michael Bloomberg (ex-sindaco di New York, ora inviato speciale Onu per il clima). Si sono impegnati a raggiungere il 100% di energie rinnovabili e a ridurre dell’80% di gas serra nelle loro città entro il 2050. Data l’importanza fondamentale dei sindaci nel fare le cose questa è finalmente una buona notizia.

Elon Musk, il patron della Tesla, ha invece arringato gli studenti della Sorbona, nell’anfiteatro Richelieu, esortandoli ad agire per staccarsi dalle energie fossili. Ha proposto la solita carbon tax «perché – ha detto – non è ragionevole aspettarsi che le imprese petrolifere cambino all’improvviso» annunciando inoltre che da qui a sei otto mesi saranno diffuse le batterie elettriche ad accumulo. L’obiettivo è quella di stoccare l’energia quando è meno cara e di usarla quando serve. Questo dovrebbe permettere di chiudere le centrali a carbone oggi usate nei momenti di picco.

Intanto nella costosissima assise della Cop21 va avanti un dibattito un po’ surreale: se tenere il riscaldamento del pianeta sotto la soglia dei due gradi, la cosa migliore sarebbe restare al di sotto di 1 grado e mezzo ma tutti sanno che non sarà possibile. Cina e India hanno annunciato un aumento delle emissioni e anche un aumento delle miniere di carbone, i paesi con vaste aree di foreste pluviali continueranno a bruciarle a intermittenza, riducendo ulteriormente il già minacciato serbatoio di ossigeno del pianeta e gli Usa sembrano in attesa della fine del mandato di Obama per magari ripotenziare la via dello shale.

Intanto a Montreuil, un comune della banlieue di Parigi si è svolta domenica una giornata di appoggio alla transizione verde: hanno parlato tra gli altri Vandana Shiva e Naomi Klein, oltre ad un applauditissimo rappresentante di Greenpeace. In un capannone fatiscente e buio, con i soliti microfoni malfunzionanti: i fondi verdi promessi dai ricchi del pianeta certamente non passano di qui.

Concludiamo con una notizia bella e positiva: nel padiglione dell’esposizione aereospaziale sono riuniti alcuni dei gruppi che fanno proposte concrete per la transizione verde. La migliore proposta, a nostro avviso, viene da un inventore di Taiwan, Jui Wen Chen  che ha fondato la JW Eco-technology. È un modo diverso e meno costoso di costruire le strade, permettendo ad esse nel contempo di respirare. Attraverso una tecnica che usa anche il 3D si produce una griglia di plastica che permette d’inserire nel terreno dei cunicoli, attraverso cui può circolare l’acqua e l’aria. È una soluzione facile che ottiene il risultato di non far morire la terra, ridurre l’inquinamento, evitare allagamenti da pioggia (almeno nei limiti di piogge normali) e ridurre il calore del riscaldamento solare dell’asfalto in estate.

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