Sicurezza sul lavoro in 3D

La nuova frontiera della prevenzione viene dai videogiochi. A sperimentarla start up e università

immagine di una simulazione con realtà aumentata

La realtà virtuale e aumentata per dire basta alle morti sul lavoro. La nuova frontiera della prevenzione viene dal mondo dei videogiochi, sperimentata da start up e università per arginare infortuni e morti “bianche”. Una strage silenziosa, che nel 2018 ha già registrato 193 vittime. Numeri record rispetto allo stesso periodo del 2017. Tanto che i sindacati hanno “speso” il primo maggio per reclamare quei decreti attuativi necessari per l’entrata in vigore del Testo unico di salute e sicurezza sul lavoro, in cui la questione della prevenzione è cruciale.

Precipitare da un palazzo in costruzione, essere travolti dal crollo di un ponteggio o da un trabattello: questi gli incidenti più frequenti nei cantieri. La Hybrid reality, start up padovana, ha portato queste criticità in un ambiente virtuale. Per l’Ordine degli architetti di Venezia ha sviluppato un’app che riproduce un contesto edilizio esplorabile a 360 gradi con la tecnologia immersiva, in grado di far vivere un’esperienza totale tramite periferiche esterne come caschi o visori, dotati di sistemi di rilevazione dei movimenti della testa, che direzionano gli spostamenti nel mondo 3D. «Basta indossarli per ritrovarsi all’interno di un cantiere e misurarsi con situazioni di pericolo e procedure antinfortunistiche, imparando con esercizi mirati a gestire anche eventuali momenti di panico», spiega Rosa Buson, fondatrice di Hybrid reality.

L’università “Federico II” di Napoli, con l’Inail Campania, sta sviluppando invece un’app per il settore chimico, per rendere interattivo il documento di valutazione dei rischi grazie alla realtà aumentata. Una tecnologia fruibile attraverso tablet, smartphone e occhiali “smart”, che aumenta la percezione della realtà circostante sovrapponendovi testi, figure e modelli 3D generati al pc. «In un laboratorio chimico, inquadrando con la videocamera del dispositivo mobile una cappa di aspirazione, sarà possibile visualizzare informazioni sulla modalità di accensione durante l’uso di materiali nocivi. Mentre scansionando un determinato armadietto, compariranno le precauzioni d’uso dei liquidi posti all’interno, consentendo di operare un check sui dispositivi di protezione», spiega Antonio Lanzotti, direttore del laboratorio Ideas e professore di Progettazione industriale alla Federico II. È inoltre in fase di sviluppo, con la Tower automotive Italia, azienda metalmeccanica di componenti auto, un’app che utilizza manichini virtuali per simulare l’uso corretto dei macchinari durante gli incontri sulla sicurezza organizzati dai sindacati. «Dalle prime verifiche è emerso che, rispetto ai metodi tradizionali, il personale ha eseguito attentamente le istruzioni quando fornite in questa modalità», assicura Lanzotti.

Realtà virtuale (Vr)
È l’immersione in un contesto simulato, ricostruito in ambiente virtuale in tempo reale, fruibile con caschi o visori. L’interazione avviene col riconoscimento di gesti o grazie a dispositivi quali joystick o mouse.

L’esperienza
Lo scenario virtuale è visualizzato davanti allo schermo 3D con occhiali stereoscopici o indossando il visore. Necessario uno spazio di movimento adeguato. Le esperienze vanno dalla stand alone alla teamwork, da fare in spazi di addestramento o a casa.

Realtà aumentata (AR)
È una tecnologia fruibile attraverso tablet, smartphone e occhiali “smart”, che aumenta la percezione della realtà circostante, sovrapponendovi testi, figure e modelli 3D generati al pc.

Applicazioni
App per il training in cantieri, laboratori, impianti industriali, per rendere più efficace la formazione sull’uso di macchinari e attrezzature speciali o in situazioni ad alto rischio (gestione incendi, lavori sull’alta tensione, rischio biologico e chimico).