A Villa d’Orleans il restauro può attendere

Stop fino al 15 maggio ai lavori di restyling nel parco urbano di Palermo, uno più rigogliosi d’Italia. Fra meno di un mese, in una delle gabbie al suo interno, vedranno la luce due piccoli avvoltoi della specie “capovaccaio”. Evento sempre più eccezionale

un esemplare di capovaccaio in volo

Tra meno di un mese, in una delle gabbie di Villa d’Orleans, dovrebbero vedere la luce due piccoli avvoltoi della specie “capovaccaio”, che andranno ad aggiungersi agli altri quattro nati negli anni scorsi. Un evento eccezionale considerata la difficoltà per questi volatili a riprodursi in cattività, ma ormai anche in natura.

Solo in Toscana esiste un centro di allevamento per il capovaccaio, un rapace particolarmente delicato e la cui riproduzione è messa sempre più a rischio dai mutamenti ambientali e dai nuovi metodi di gestione degli allevamenti poiché, oltre che di animali morti, si nutre principalmente della placenta delle mandrie.

L’anno scorso un’altra nidiata non andò a buon fine, così per consentire alla femmina un periodo di cova tranquillo i lavori nel Parco annesso al Palazzo in cui ha sede la presidenza della Regione Siciliana a Palermo sono stati fermati su disposizione del governatore, Nello Musumeci, fino al 15 maggio.

Già da una settimana tecnici e operai avevano fatto il loro ingresso nella Villa per l’avvio del restauro paesaggistico. “Il prolungarsi dell’annoso contenzioso sulla proprietà degli animali – ha detto Musumeci – ha creato una situazione di impasse che soltanto ora possiamo superare restituendo alla gente un vero e proprio gioiello colpevolmente trascurato e lasciato in uno stato di totale abbandono. Abbiamo programmato un restyling che consenta di ridare splendore a quello che, ancora oggi, è considerato uno dei Parchi urbani più rigogliosi d’Italia e adesso, in un paio di mesi, lo riapriremo al pubblico offrendo anche la possibilità di effettuare visite guidate”.