“Siamo di fronte a tre sfide da affrontare senza tentennamenti”

Legambiente commenta il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea su smog, rifiuti radioattivi e xylella

immagine di una manifestazione di Legambiente

«Il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea per tre gravi emergenze ambientali del nostro Paese – smog, rifiuti radioattivi e xylella – non è purtroppo una sorpresa. L’inefficacia dell’azione, oggi confermata anche dalla valutazione della Commissione europea, non solo mette in pericolo la salute dei cittadini e dell’ambiente, ora c’è il rischio concreto di pagare pesanti multe per queste inadempienze. Siamo di fronte a tre sfide che il prossimo governo deve affrontare senza tentennamenti. A partire da un Piano nazionale contro lo smog, che fissi subito obiettivi ambiziosi, e con l’approvazione del Programma nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi». Così Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, commenta la decisione della Commissione europea di deferire l’Italia alla Corte di giustizia, insieme ad altri Paesi, con l’accusa di aver violato ripetutamente i limiti di polveri sottili (Pm10) nei propri centri urbani, per l’assenza di programmi nazionali di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi e per non aver ottemperato alle indicazioni di abbattimento degli ulivi colpiti da xylella.

Legambiente, insieme a Cittadini per l’aria e all’European environmental bureau, aveva già denunciato nei mesi scorsi come le misure antismog sottoposte dal ministero dell’Ambiente al giudizio dell’Ue non coprivano tutti i settori in cui bisognerebbe intervenire in maniera drastica, con un’applicazione stringente per essere efficaci e risolutive. Nel frattempo l’emergenza smog non conosce tregua: da gennaio a oggi sono già tre i capoluoghi di provincia che hanno superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo: a Torino ci sono già stati 51 i giorni di aria off limits; la centralina di Frosinone scalo ha già contato 40 superamenti; quella di Padova-Arcella, 38. Prossimi al superamento delle soglie di legge anche Venezia, Asti, Milano e Lodi.

L’associazione ambientalista da tempo sostiene l’urgenza di mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc, sia a livello nazionale che locale. Le aree urbane devono essere il cuore di un cambiamento che deve partire da un diverso modo di vivere e pensare le città, con investimenti nella mobilità collettiva, a partire da quella per i pendolari, ma anche nella riconversione sostenibile dell’autotrazione, dell’industria e del trasporto marittimo, nella riqualificazione edilizia, nel riscaldamento con i sistemi innovativi e nel verde urbano. Le soluzioni ci sono, servono scelte chiare, condivise e stringenti.

Anche sul fronte dello smaltimento di rifiuti radioattivi l’Italia è ancora troppo indietro. Nel nostro Paese ci sono 90.000 metri cubi di scorie radioattive, di cui il 60% derivanti dallo smantellamento delle vecchie centrali nucleari e il restante 40% dalle attività medico industriali, che continueranno a produrre rifiuti radioattivi anche in futuro. A preoccupare sono in particolare i 15.000 metri cubi di scorie ad alta radioattività, che secondo Legambiente devono essere smaltite all’estero. Come ci ricorda anche l’Europa, l’approvazione del programma nazionale di gestione dei rifiuti è un passo imprescindibile da affrontare al più presto. Ma da quando si è conclusa la consultazione pubblica, lo scorso settembre, del programma si sono perse le tracce.

L’Italia è stata infine deferita per non aver ottemperato alle indicazioni di abbattimento degli ulivi colpiti da xylella. Su questo l’associazione ha più volte ricordato che occorre intervenire in maniera efficace e immediata per non compromettere il futuro dell’olivicoltura, in primo luogo della Puglia ma anche dell’intero territorio nazionale. L’abbattimento delle piante infette, che costituiscono una fonte di contagio, è una misura che va presa in considerazione e attuata con determinazione laddove necessario, per cercare di arginare la diffusione sempre crescente di questa epidemia. Allo stesso tempo è fondamentale continuare l’attività di monitoraggio per verificare la presenza della xylella, individuando le piante colpite e lo sviluppo dell’insetto vettore.