Si è conclusa la Summerschool dedicata a Economia Civile e Innovazione Civica

Le ultime giornate sono state dedicate alle comunità, alla sostenibilità economica dei progetti territoriali e al rapporto tra Terzo settore e pubblica amministrazione

summer school Economia Civile

Si è conclusa sabato scorso l’avventura della terza edizione della Summer School Economia Civile e Innovazione Sociale le cui ultime giornate sono state dedicate alle comunità, alla sostenibilità economica dei progetti territoriali e al rapporto tra Terzo settore e Pubblica Amministrazione, grazie ad approfondimenti su diritti e inclusione, introdotti dalla professoressa Alessandra Viviani dell’Università di Siena e ripresi da Carlo Andorlini con un focus sull’economia circolare e sociale e sulle cooperative di comunità. Stefano Maggi, direttore del dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali di UniSiena ha illustrato esempi di Green economy, mobilità e turismo sociale sui territori, introducendo le tematiche affrontate dalla professoressa Elisa Ticci, sua collega di dipartimento, che ha concentrato l’attenzione su Sviluppo Sostenibile ed Economia Circolare, le cui eccellenze sono state presentate da Giorgio Zampetti, direttore nazionale di Legambiente, che, oltre ad approfondirne aspetti normativi e virtù ha risposto alle domande della classe su quanto Legambiente realizza nel nostro paese.

Sulle pratiche di economia civile nei territori è intevenuta Donatella Turri raccontando le esperienze di Caritas Lucca e del Consorzio Co&So Empoli, seguita da Adolfo Rastelli, di Banca Tema, presente sia in veste di docente sia in quella di partecipante, con un focus sulla costruzione di strumenti finanziari che supportino la nascita di buone pratiche territoriali. Molto utile lo speach di Pietro Jarre ingegnere, presidente GEAM  e co-founder Sloweb e eMemory, incentrato sull’etica nelle organizzazioni e sull’ uso responsabile del web. Progettazione e fundraising, elementi necessari per “dare gambe” ai percorsi civili sui territori sono stati affrontati da Romina Bicocchi di Festambiente e da Chiara Gasparoni, ufficio nazionale fundraising di Legambiente, con un minilaboratorio sul reperimento di fondi per favorire la nascita di buone pratiche. A concludere le sessioni formative della cinque giorni, il professor Massimiliano Bellavista dell’ateneo senese con un intervento dedicato ai possibili, e spesso superati, limiti normativi e di percezione nella governance dei beni comuni. 

La summerschool si è conclusa nella sede di Banca Tema che ha ospitato le conclusioni del percorso formativo affidate agli stessi partecipanti “ascoltati” da Enrico Fontana e Carlo Andorlini dell’ufficio nazionale, Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio, sede del primo distretto dell’Economia Civile con l’assessora Giorgia Salvatori, prima delegata al tema in un’amministrazione pubblica, Francesco Cecchetti neoassessore di Capannori con delega all’Economia Civile, la professoressa Viviani già protagonista del percorso formativo, Angelo Gentili Responsabile nazionale Turismo di Legambiente e patron di Festambiente e Fabio Becherini Direttore generale di Banca Tema che ha voluto ospitare il corso nella fase finale. 
“Sono molto soddisfatto del percorso della summer school. In questi giorni ho avuto modo di conoscere diversi aspetti interessanti,come le cooperative sociali:  frutto dell’economia civile e dello sviluppo sostenibile . I vari percorsi intrapresi in questi giorni danno la possibilità di “allargare gli orizzonti” e vedere realtà diverse. Le varie lezioni sull’economia circolare, sul benessere e gli altri temi economico-sociali permettono di vedere un’altra realtà e avere un altro approccio allo sviluppo. Non ultimo voglio sottolineare un aspetto per me fondamentale. Tutti questi temi permettono di “ricucire”, dopo un periodo di forte frammentazione, il tessuto della comunità locale, fondamentale per un percorso di inclusione delle persone nei vari contesti sociali.”  commenta così Gianmarco Cecchini Francini, studente di Scienze Politiche proveniente da Fiesole (FI). “La Summer School ha fornito un’opportunità formativa eterogenea, spaziando da interventi di stampo teorico di approfondimento accademico al racconto di esperienze pratiche non perdendo di vista il quadro legislativo. Attraverso la contaminazione delle competenze, gli spazi dedicati ai laboratori e alla sperimentazione ogni giornata ha creato un terreno fertile per la nascita di stimoli, nuove idee ed entusiasti da riportare nei propri territori per l’avvio di buone pratiche di economia civile.” racconta una studentessa di Scienze Politiche proveniente da Cerreto Guidi (FI)
 
Il percorso,  alla terza edizione,  si conferma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione e approfondimento aperto utile a riconoscere quei percorsi, già attivi sui territori, che possono trovare “casa” all’interno di un vero e proprio distretto: un “contenitore dinamico” che Legambiente insieme ad amministratori, enti formativi, imprese, enti del terzo settore e cittadini sta sperimentando in var luoghi d’italia con l’obiettivo di avviare percorsi comunitari fatti di mappature, costruzione di reti, sperimentazioni fattive ed abbattimento delle distanze che allontanano i singoli attori di un ecosistema civile fatto, citando uno degli interventi conclusivi, di un solo “noi” e non di troppi singoli “io”. 
 
Prossimo appuntamento per i partecipanti alla Summerschool è a novembre, con Urbum, la due giorni dedicata a innovatori, designer sociali, operatori culturali, accademici, operatori sociali e giovani imprenditori civili che anticiperà la quarta edizione del Festival dell’Economia Civile di Campi Bisenzio. 
“Ringrazio Legambiente per questa bellissima e unica esperienza. La conclusione della Summer School rappresenta l’inizio del nostro impegno per portare nei nostri territori l’economia civile nei termini di sviluppo sostenibile, inclusione sociale e quindi aumento del benessere generale delle nostre comunità. Durante il corso abbiamo ascoltato e approfondito il significato di parole come dono, gratuità, reciprocità, comunità senza dubbio di grande significato e valore e che, con coraggio, ci dobbiamo prendere l’impegno di divulgare, raccontare e trasferire con passione nelle nostre comunità” spiega Adolfo Rastelli responsabile marketing di Banca Tema.

“Il Corso di Economia Civile e Innovazione Civica, approfondendo i temi specifici della materia, ha confermato l’esigenza di una pubblica amministrazione dinamica, aperta al territorio e al confronto con le realtà associative e produttive presenti. L’Economia Civile è un importante cornice di riferimento all’interno della quale è possibile valorizzare esperienze esistenti, crearne di nuove . Tra i numerosi spunti forniti dai professori ed emersi nel vivace confronto che ha sempre caratterizzato il corso, segnalo l’importanza di mappare il territorio con un approccio numerico e quantitativo, integrato però da elementi qualitativi ed innovativi che rendano possibile operare sfruttando al massimo le potenzialità e le relazioni presenti e da costruire. L’idea forte è quindi quella del “processo”, della lettura dinamica dei fenomeni sociali che possono costituire una base essenziale per creare le condizioni per un’economia che si sviluppi nel territorio in maniera produttiva ma soprattutto inclusiva. Molto importante l’approccio multidisciplinare” commenta così Arnaldo Melloni tecnico della Direzione Ambiente del Comune di Firenze

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