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Sì del Senato al riordino
delle agenzie ambientali

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Il Senato ha approvato ieri il disegno di legge che riformerà il sistema delle Agenzie ambientali, dopo due anni di attesa: la Camera aveva infatti approvato il testo nell’aprile 2014. Il sì di Palazzo Madama al riordino delle agenzie ambientali arriva a un anno dall’approvazione della legge sugli ecoreati, il 19 maggio 2015. «Il ddl approvato – ha spiegato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera – mira a rafforzare ed uniformare i controlli ambientali su tutto il territorio nazionale». Alla base del ddl approvato, il principio del “chi inquina paga”. In quest’ottica, l’Ispra assumerà compiti di indirizzo e coordinamento a livello nazionale. L’istituto realizzerà e gestirà un sistema informativo nazionale: una banca dati ambientale aperta e accessibile a tutti i cittadini. «Il provvedimento – prosegue Realacci – propone un riordino delle agenzie per la protezione dell’ambiente e l’istituzione di un Sistema nazionale per rafforzare i controlli in Italia, garantirne l’efficacia, l’autorevolezza e renderli omogenei in tutto il Paese, grazie anche all’introduzione dei livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali».

Il testo approvato sarà ora riesaminato a Montecitorio: il Senato, infatti, lo ha modificato introducendo la clausola di invarianza finanziaria su richiesta della Commissione Bilancio. «Una modifica incomprensibile – afferma Rossella Muroni, presidente di Legambiente – che causerà un ulteriore dilatamento dei tempi mentre diverse Agenzie regionali non sono in grado di fare analisi alle ciminiere delle industrie, ai tubi di scarico dei reflui industriali o di eseguire i controlli a sorpresa presso impianti produttivi di qualsiasi tipo. Si tratta di una grave anomalia che il Paese non può più permettersi ed è per questo che auspichiamo che la Camera approvi in via definitiva e in tempi brevissimi il ddl». Il riesame del ddl a Montecitorio dovrebbe iniziare martedì 24 maggio.

Approvati a Palazzo Madama anche i nuovi criteri di priorità per l’esecuzione di procedure di demolizione dei manufatti abusivi. Il provvedimento conferma, per la fase esecutiva delle demolizioni, l’attuale sistema a doppio binario: competenza dell’autorità giudiziaria per i reati di abusivismo edilizio; competenza degli enti locali per le forme di procedimento amministrativo. Il Procuratore della Repubblica determinerà i criteri di priorità per l’esecuzione degli ordini di demolizione, in presenza della condanna definitiva del giudice penale per i reati di abusivismo edilizio, gli ordini di «rimessione in pristino» dello stato dei luoghi, in caso di condanna definitiva del giudice penale per l’esecuzione di opere su beni paesaggistici in assenza o in difformità all’autorizzazione. Presso il ministero delle Infrastrutture sarà istituita la banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio. Le autorità e gli uffici competenti dovranno trasmettere tutte le informazioni sugli illeciti: la tardiva comunicazione comporterà sanzioni per i dirigenti o i funzionari inadempienti. «Con la legge sulle agenzie ambientali, dopo quella sugli ecoreati del maggio 2015 e il collegato ambientale dello scorso dicembre, potremo contare sulla terza norma importante di iniziativa parlamentare sui temi ambientali – commenta ancora Muroni – I prossimi anelli della catena da realizzare per liberare il Paese dalla zavorra delle illegalità ambientali, e per promuovere la riconversione ecologica, sono la legge sul consumo di suolo, il riordino della legge 394 sulle aree protette, quelle contro le agromafie e sui delitti contro gli animali. È poi fondamentale – aggiunge Rossella Muroni – procedere rapidamente alla costituzione di una grande polizia ambientale diffusa sul territorio partendo dalle migliori esperienze maturate dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato, e approvare una norma per snellire le procedure per abbattere le costruzioni abusive».

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