Sharing economy, l’Italia è ancora in ritardo

Lo segnala il 52esimo Rapporto del Censis. Ma sempre più italiani sono attenti a questo nuovo modello di economia sostenibile, e non si tratta solo di giovani

Un ragazzo prenota una car sharing

Secondo il 52esimo Rapporto del Censis, la sharing economy piace agli italiani anche se questo modello di economia sostenibile fatica a crearsi spazio nel nostro Paese. L’Italia, infatti, risulta essere ancora in ritardo, soprattutto rispetto a Paesi come la Germania. Nonostante ciò, dal rapporto emerge che le percentuali di italiani coinvolti in qualche modo in azioni di sharing, di noleggio sostitutivo o di acquisto di prodotti ricondizionati “non sono trascurabili, rispettivamente il 19%, il 14% e il 22%”.

Il car sharing, in particolare, ha raggiunto nel 2017 1,3 milioni di iscritti e ha superato i 7 milioni di noleggi. Significativa anche la crescita delle biciclette in condivisione, che sfiorano oggi le 40mila unità con 265 Comuni coinvolti. Del resto il 38,5% degli italiani è disposto a sperimentare queste nuove formule di utilizzo del mezzo privato e non si tratta solo di giovani: nel 2005 gli italiani tra 18 e 29 anni rappresentavano il 13% del totale, ma nel 2016 sono scesi al 7,9%. Di contro gli over 65 sono passati dal 10% al 17,6%.

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