Marco Aurelio, alla scoperta del “grano perfetto”

È il risultato ottenuto da Sgambaro grazie a un progetto di ricerca e innovazione basato sul 100% made in Italy e sulla tutela e il rispetto dell’ambiente

Marco Aurelio Sgambaro

Sono serviti ben quindici anni, ma alla fine ne è valsa davvero la pena. Il grano duro Marco Aurelio, il “grano perfetto” il cui nome è stato scelto in omaggio all’imperatore-filosofo Marco Aurelio, è adesso realtà. Merito di un progetto di ricerca e innovazione su Sgambaro ha investito per anni know how e risorse, puntando sempre sul 100% made in Italy e sulla tutela dell’ambiente, nella convinzione che il risultato di questo ambizioso percorso sarebbe stato un grano capace di spiccare per colore, elasticità del glutine e bontà. E così è stato.

Sgambaro
Pierantonio Sgambaro, presidente di Sgambaro

Un’iniziativa ambiziosa, come detto, nata “durante una chiacchierata tra appassionati di cibo buono e genuino”, racconta Pierantonio Sgambaro, presidente e terza generazione alla guida dell’azienda di famiglia. “L’idea, o meglio la sfida, era identificare una varietà di grano che valorizzasse l’agricoltura italiana, fosse intrinsecamente adatta alla pastificazione e avesse le caratteristiche di altissima qualità ed eccellenza che come Sgambaro cerchiamo nel raccolto”.

Si parte nel 2005 con l’avvio di un lungo percorso di analisi di un ampio ventaglio di campioni di grano duro. Una volta selezionato il chicco Marco Aurelio – coltivato su un’area compresa tra la Puglia e l’Emilia-Romagna – grazie al prezioso contributo di Stefano Ravaglia, ricercatore della Società Italiana Sementi (SIS), parte la seconda fase del progetto che ha coinvolto un gruppo di agricoltori dell’area bolognese nella produzione monovarietale a tutto campo. Successivamente il grano duro è stato proposto ai fornitori che da anni collaborano con Sgambaro in tutta Italia.

Il grano duro Marco Aurelio è stato così scelto da Sgambaro per la sua pasta d’eccellenza “Etichetta Gialla”, diventata nel tempo garanzia di tracciabilità e di origine sicura e 100% italiana. Il grano viene infatti macinato direttamente dall’azienda all’interno dello storico stabilimento di Castello di Godego, nella campagna trevigiana.

Sgambaro

Dietro questa “scoperta” c’è una vocazione alla sostenibilità che da sempre contraddistingue la storia di Sgambaro. “Si parte dai campi, dall’attenzione alle materie prime, con l’intento di reperirle nei territori più vicini”, spiega Pierantonio Sgambaro. L’integrazione del molino con il pastificio azzera gli spostamenti fra siti produttivi, mentre precisi accordi con le società di trasporto assicurano consegne a carico pieno anche con altri prodotti compatibili. Ma non solo. La bassa quantità di anidride carbonica rilasciata nell’aria durante il ciclo di produzione rende infatti l’Etichetta Gialla una delle linee di pasta a minor impatto ambientale. Sgambaro ha inoltre promosso diverse iniziative di compensazione della CO2: ha adottato 600 ettari di boschi in Veneto, aderito al progetto Bosco Limite e oggi collabora con Blue Valley per la tutela del prezioso ecosistema della laguna veneta attraverso un programma che prevede la riduzione dell’anidride carbonica in atmosfera attraverso il suo stoccaggio nel suolo. Infine, gli stabilimenti dell’azienda sono alimentati con sola energia da fonti rinnovabili. E, per ridurre ulteriormente le emissioni, Sgambaro investe sull’efficienza delle macchine: le nuove tecnologie permettono di ottenere risultati migliori con meno energia, evitando di immettere nell’ambiente centinaia di tonnellate di CO2. “Essere ecosostenibili per noi significa rispettare la biodiversità e gli ecosistemi, usare in modo efficiente le risorse naturali e umane”, conclude Sgambaro. Un approccio green che ha lasciato la propria impronta anche nella scoperta del grano perfetto.

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