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Seveso, più di un mese dopo

Su “Rinascita”, nel 1976, la divulgatrice denuncia i ritardi nel monitoraggio della diossina. E la mancanza del riconoscimento dell’ecologia come scienza di raccordo fra discipline diverse

di LAURA CONTI

A distanza di più di un mese, ormai, dalla “presa d’atto” del disastro e delle sue dimensioni, si può fare qualche riflessione serenamente distaccata. E su questo punto vorrei richiamare l’attenzione: sull’inadeguatezza della nostra cultura ad affrontare i problemi che il progresso tecnico ci ha creato e ci sta creando. […] Dal momento in cui si è saputo che dal reattore Icmesa era fuoriuscita diossina, cioè un tossico non degradabile, al momento in cui si sono analizzati dei campioni di terreno prelevati in profondità, è trascorso un mese. A chi, lungo quel mese, continuava a domandare che si procedesse a qualche carotaggio, si è continuato a rispondere che non c’era da preoccuparsi in quanto risulta “dalla letteratura” che la diossina si ferma a pochissimi centimetri dalla superficie del suolo. In questo comportamento si ravvisano due aspetti curiosi. In primo luogo la tendenza ad assegnare alla “letteratura scientifica” (straniera, si capisce) il ruolo che un tempo si assegnava ad Aristotele: l’ha detto il Maestro e questo basti. In secondo luogo la capacità di credere a cose straordinarie: sarebbe veramente straordinario, in un universo in cui tutto si muove, e persino i continenti vanno alla deriva, che solo la diossina se ne stesse ferma là, dove la nuvola si è posata. Alla fin fine i carotaggi hanno dimostrato che la diossina scende, ma il ritardo non è privo di conseguenze pratiche piuttosto serie: se ci si fosse accorti in tempo del problema si sarebbe potuto intervenire, con lo scortecciamento del terreno, con un mese di anticipo su quello che sarà di fatto l’inizio dei lavori; si sarebbe speso assai meno, si sarebbe fatta assai meno fatica, si sarebbe salvaguardato certamente uno spessore di terreno agricolo che invece probabilmente si dovrà scuoiare del tutto sino a strati non coltivabili.

Ma l’aspetto più serio della questione è un altro: sotto i 50 centimetri di strato argilloso cominciano gli strati alluvionali, molto più permeabili e molto più eterogenei. C’è il rischio che non si riesca a salvare completamente la falda acquifera […]. Ogni infiltrazione anche minima sarebbe da evitare. Si sarebbe potuto evitarla, se un atteggiamento più scientifico, più critico, fosse stato tenuto dall’amministrazione regionale; e probabilmente l’amministrazione regionale avrebbe potuto elaborare rapidamente un atteggiamento critico se le commissioni di consulenza scientifica […] invece di essere costituite in larga prevalenza (quasi esclusiva) da medici e da chimici avessero incluso scienziati di diverse specialità, dalla geologia alla biologia, alla botanica, alla fisica […]. Manca, in Italia, il riconoscimento dell’ecologia come scienza d’insieme, come scienza di raccordo tra discipline diverse, e pertanto in grado di affrontare un problema così intricato e complesso come quello che ci si è presentato. […] sono arrivata a farmi l’opinione che il cosiddetto “problema della ricerca scientifica” nel nostro paese non è tanto un problema di laboratori ad alto livello, o di progetti sofisticati; è piuttosto il problema di una buona scuola media, di un discreto liceo, di un diligente giornalismo. Più che di studiosi della relatività abbiamo bisogno di gente che sappia fare le equivalenze […].

Certe industrie si sono sviluppate sul nostro territorio proprio a ragione dell’insufficienza della nostra cultura scientifica. Ma la gente colpita dal disastro sta maturando culturalmente […]. Io credo che un mese di tensione e di angoscia abbia valso più che anni di studio; e che un passo avanti fatto da mille persone valga di più che un chilometro fatto da qualche esperto.

(estratto da Rinascita del 3 settembre 1976, dall’archivio della Fondazione Luigi Micheletti)

Leggi anche:
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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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