Settimana della Terra, “Campania felix” protagonista

Il festival nazionale delle geoscienze si svolgerà in tutta Italia dal 13 al 20 ottobre con oltre 100 appuntamenti: il 17 ottobre si terrà un convegno sul tema dell’inquinamento e contaminazione delle matrici ambientali del territorio noto come “Terra dei Fuochi”

Campania Felix Settimana per il pianeta

Durante la settima edizione della Settimana del Pianeta Terra, il festival nazionale delle geoscienze che si svolgerà in tutta Italia dal 13 al 20 ottobre con oltre 100 appuntamenti, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, con il Patrocinio del Comune di Aversa, organizza il 17 ottobre alle ore 15:00 un incontro dal titolo “Campania Felix: inquinamento ambientale tra emozioni e realtà scientifica”. Si tratta di un convegno sul tema dell’inquinamento e contaminazione delle matrici ambientali di un territorio salito agli onori della cronaca e tristemente noto come “Terra dei Fuochi”. L’incontro vuole evidenziare, attraverso un approccio rigorosamente scientifico, il reale stato delle matrici ambientali (biologiche, vegetali, suoli, acque, aria), derivante da monitoraggio e mappatura geochimica delle stesse, nonché gli aspetti sanitari collegati all’inquinamento ambientale. Con questo geoevento si vuole lanciare un messaggio da parte di chi studia l’ambiente per avviare un dialogo che metta le conoscenze scientifiche al centro dell’agenda di chi ha la responsabilità della governance del territorio, la messa in sicurezza del Paese e l’uso sostenibile delle georisorse.

Il primo intervento (vero focus della giornata) sarà del Prof. Benedetto De Vivo (professore ordinario di Geochimica), che ha partecipato su tutto il territorio nazionale ad importanti esperienze di monitoraggio delle matrici ambientali nell’ambito di Progetti di mappatura del Globo Terrestre. Esporrà i risultati ottenuti, su scala regionale e locale, con il Progetto Campania Trasparente finanziato da Regione Campania ad Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno (Portici), con la campionatura di circa 10.000 campioni di suoli, di acque sotterranee, di vegetali, di aria (attraverso campionatori passivi per 7 stagioni, fra 2015 e 2017), di matrici biologiche animali e umane. I risultati hanno portato alla compilazione di circa 1500 mappe geochimiche che rendono la Campania la Regione meglio monitorata in Italia relativamente allo stato dell’arte dell’ambiente, fornendo elementi scientifici che fanno chiarezza fra speculazioni emozionali e realtà fattuale scientifica.

Tra gli interventi previsti nel corso del convegno assume particolare significato la testimonianza di chi, dagli strati geologici del sottosuolo, racconta la storia delle civiltà che ci hanno preceduto. Lidia Vignola (archeologa) ci condurrà nel mondo dell’aggressione criminale all’ambiente, al territorio e al suo patrimonio archeologico: dagli scavi clandestini, alla speculazione edilizia, allo sversamento illecito di rifiuti tossici. Problematiche che necessitano una riflessione ed un dibattito non ristretto al mondo scientifico ed istituzionale, ma aperto alla partecipazione attiva della cittadinanza. Lidia Vignola vive a Caserta e ha scritto “La memoria del Fuoco. Un’archeologa nella Terra dei Fuochi”. Per poter spiegare, un giorno, alla sua bimba cosa bruciava nella Terra dei Fuochi e cosa ha significato essere archeologa in quella terra e in quegli anni, Lidia ha scritto una storia molto personale e appassionata dove l’autobiografia ha la meglio sulla fantasia. È un manifesto e una denuncia senza peli sulla lingua, e rivela tutta la sua anima combattente. Il terreno ha memoria. Ricorda ogni cosa che ha visto e vissuto. Tra le mani degli archeologi i suoi strati iniziano a parlare e a raccontare millenarie storie di pace e di guerra, di uomini e di animali, di vita e di morte. Ma scavare nella Terra dei Fuochi significa anche riscoprire le storie di una terra violata e seviziata dall’uomo con i suoi rifiuti tossici. L’archeologa prova a raccontarlo a sua figlia, a dar voce alla terra. Parole scomode, per chi ha ucciso il futuro di una terra, per chi sapeva e ha taciuto, per chi doveva controllare e ha guardato altrove. Qualcuno tenterà di chiudere la bocca agli archeologi, di “far tacere la terra”.

Lucio Romano, medico ginecologo, approfondirà con metodologia scientifica e interdisciplinare, gli aspetti sanitari inerenti all’inquinamento ambientale. In particolare si richiamerà l’Indagine conoscitiva svolta in Senato nella scorsa Legislatura sul tema ”Inquinamento ambientale, tumori, malformazioni feto-neonatali ed epigenetica”, di cui è stato promotore e relatore. Fondamentale la correlazione tra i dati (sanitari come da Registri Tumori, geochimici, ambientali, giudiziari, …) con geolocalizzazione.

Con un focus attraverso l’applicazione del principio “One health”, il medico veterinario Oto Cusano concluderà la giornata soffermandosi sul tema di Alimentazione e Salute. È consolidata anche nel settore della qualità e della sicurezza alimentare l’attenzione al concetto espresso dalla frase “from farm to fork” (“dalla fattoria alla tavola”) utilizzata proprio per sottolineare l’importanza della relazione tra produzione primaria e post-primaria al fine di garantire ai consumatori prodotti salubri e di qualità. Il termine “One Health” (una sola salute), coniato nel giugno 2007 dall’American Medical Association e l’American Veterinary Medical Association, indica appunto “il comune sforzo e la collaborazione multidisciplinare a livello locale, nazionale e globale, per assicurare una condizione di salute ottimale all’uomo, agli animali e all’ambiente”. L’uomo, dunque, può tutelarsi attraverso due sistemi: il rispetto dell’ambiente e l’adozione di uno stile di vita sano. Non a caso, infatti, il termine “dieta”, dal latino diaeta, a sua volta dal greco δίαιτα, dìaita, significa proprio «stile di vita».