Settembre sul Trasimeno

Fare turismo senza automobile è possibile. Nel cuore verde dell’Umbria tra natura, storia e tradizioni. Anche a tavola

foto del Castello Polvese

Per gli Etruschi, il suo specchio d’acqua era la rappresentazione terrena della volta celeste. È il lago più antico d’Italia, il Trasimeno, il quarto per estensione della Penisola. Un territorio unico, situato in provincia di Perugia, al confine fra Umbria e Toscana, dove natura e borghi ricchi di storia, si fondono con tradizioni ancestrali e un modo di “vivere lento”, caro a quel turismo che sfugge la massa. «Per apprezzare questi luoghi, bisogna viverli. Assaporarne il silenzio, le escursioni in barca, le passeggiate a piedi o in bici», dichiara Michele Benemio, presidente del Consorzio Urat. Una way of life tutelata innanzitutto da iniziative come “Umbria go”, che dà impulso al trasporto pubblico integrato, per scoraggiare l’uso delle auto. «Con un solo ticket, acquistabile nelle biglietterie Trenitalia e BusItalia – spiega – si può viaggiare senza limiti in tutta la regione, con autobus urbani ed extraurbani, treni regionali e i battelli sul Trasimeno verso le sue isole». Isola Maggiore, ad esempio, l’unica abitata, che mantiene inalterato l’aspetto del villaggio quattrocentesco dei pescatori. Oppure la più selvaggia, la Polvese (la terza, l’Isola Minore, è privata), che ospita un Parco scientifico, con percorsi di educazione ambientale.

Un’opportunità per scoprire gli incantevoli centri che si affacciano sul lago. Come Passignano sul Trasimeno, uno dei borghi più belli d’Italia, sovrastato dalla Rocca longobarda (V-VI sec.). Tramite la pista ciclabile, che costeggia per tre quarti il periplo lacustre, è possibile raggiungere Castiglion del Lago, dominata dalle mura pentagonali della Rocca dei Leoni (XII secolo). Un autentico gioiello medievale, bandiera arancione del Touring club italiano, come Città della Pieve, celebre per i capolavori del Perugino, che qui ha visto i suoi natali. E Panicale, sede del teatro stabile Cesare Caporali (1600), il più piccolo d’Italia. Ricca di suggestioni anche la costa orientale, da San Feliciano a Magione, che in autunno regala un tramonto spettacolare. Per ammirarlo, punto privilegiato è l’oasi naturalistica “La Valle” Parco del Trasimeno. Una zona umida di grande interesse ornitologico, per circa 200 specie di uccelli un’importante tappa lungo le rotte migratorie. «Fra le attività del parco, il birdwatching e l’inanellamento scientifico dei volatili, ossia il marcaggio individuale per il monitoraggio», spiega l’ornitologa Maria Maddalena Chiappini. E la tutela di specie endemiche estinte, come la Ninfea bianca del Trasimeno. Le acque basse e gli estesi canneti sono popolati anche da carpe regine, lucci, anguille, latterini, pescati ancora con le tipiche barche a remi dal fondo piatto e dalla punta rialzata e con metodi tradizionali sostenibili. «D’estate, la “pesca al volo”, lanciando sui banchi avvistati reti di Giacco, dal bordo piombato, issate con un sistema di funi; d’inverno con le “reti a fermo”, stese in parallelo sotto il pelo dell’acqua e raccolte al mattino», racconta Valter Sembolini, membro della cooperativa Pescatori del Trasimeno, che dal 1928 dà impulso ad uno dei comparti a filiera corta più importanti per l’economia locale. Mission analoga quella del Circuito del Bollino del Trasimeno, che raccoglie 38 aziende agricole, produttrici delle eccellenze della zona, contrassegnate dal marchio di origine. Dallo zafferano di Città della Pieve alla fagiolina, alle varietà vitivinicole autoctone, come il Grechetto e il riscoperto Gamay.  Infine l’olio, dalla menzione geografica “Colli del Trasimeno”.