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Stories of a generation. La serie Netflix con Papa Francesco dedicata a vite ispiratrici

Salvaguardia del pianeta, lotta ai cambiamenti climatici, tutela dei diritti. Una serie per giovani dedicata a over 70 con vite straordinarie

 

L’etologa che ha vissuto per circa 30 anni nella foresta al fianco degli scimpanzé, rivoluzionando il modo in cui gli esseri umani si relazionano al mondo animale. Un premio Nobel che per oltre mezzo secolo ha studiato l’impatto delle emissioni climalteranti. Il gelataio che ha salvato la vita di decine di migranti in mare e il regista premio Oscar che spiega cos’è l’amore alla giovane figlia. E poi la prima sindaca nella storia dell’Honduras, che ha dedicato la vita alla difesa dei diritti delle comunità indigene.

Sono alcune delle vicende narrate nella nuova docu-serie di Netflix “Stories of a generation con Papa Francesco” (2021) della regista Simona Ercolani, prodotta da Stand By Me (partner di Asacha Media Group), dal 25 dicembre disponibile sulla piattaforma streaming e su Amazon Prime. In tutto 18 storie di donne e uomini over 70 provenienti dai 5 Continenti, raccontate dall’obiettivo di giovani filmmaker under 30, con la partecipazione straordinaria del Pontefice. Un dialogo intergenerazionale su grandi temi come l’amore, i sogni, la lotta, il lavoro, ispirato a “Sharing the Wisdom of Time” (La Saggezza del tempo), il pluripremiato libro scritto da Papa Bergoglio a cura di Antonio Spadaro (edito da Loyola Press, in Italia da Marsilio). Fra i personaggi celebrità, come Martin Scorsese, ritratto dalla figlia, la videomaker Francesca Scorsese. Ma anche eroi del quotidiano, come Vito Fiorino, che nella notte del 3 ottobre 2013 ha soccorso 47 migranti durante il naufragio di un barcone, dove morirono 368 persone. Storie di anziani espressione dell’umanità nei suoi valori universali, con un’attenzione particolare a quella che Papa Francesco ha definito nell’Enciclica “Laudato si’” fondata sui principi dell’ecologia integrale, la “nostra casa comune”, la Madre Terra.

La primatologa inglese Jane Goodall, ad esempio, Messaggero di Pace ONU ripercorre le sue ricerche sulle comunità di scimpanzé nel Gombe Stream National Park, in Tanzania, che hanno dimostrato come i primati siano in grado di provare dolore ed emozioni. Una dedizione, che l’ha spinta a fondare santuari e centri di riabilitazione in Africa per gli esemplari vittime del bracconaggio. Ma anche il Jane Goodall Institute, promotore di progetti internazionali di educazione ambientale rivolti agli studenti per sensibilizzare sull’importanza della salvaguardia del Pianeta. «Nel programma “Roots&Shoots” (Radici e Germogli), attivo in 65 Paesi (pure in Italia), seguiamo la stessa filosofia di “Stories of Generation con Papa Francesco”: ciascun individuo può fare la differenza – ha dichiarato durante la conferenza stampa tenutasi al Festival del cinema di Roma lo scorso ottobre – La saggezza degli anziani insieme all’energia e alla passione dei giovani è ciò che ci servirà per cambiare il mondo”.

Tra i protagonisti della docu-serie, c’è anche lo scienziato neozelandese David Lowe, uno dei primi a denunciare il fenomeno del riscaldamento globale e fra i principali autori del quarto rapporto di valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), premiato nel 2007 con il Nobel per la pace. Un documento che ha portato all’attenzione pubblica il dibattito sul cambiamento climatico, dimostrando i danni causati dall’eccesso di CO2 prodotta dall’uomo nell’atmosfera. Emblematica anche la testimonianza di Austra Bertha Flores, partera (ostetrica) diventata prima donna sindaca in Honduras, alla quale si deve l’introduzione nel Paese della Convenzione ILO 169 per il consenso previo e informato delle comunità indigene. Uno strumento che sta tutelando i territori dei popoli originari dalle speculazioni delle multinazionali. Una figura che ha ispirato generazioni di attivisti, fra cui la figlia Berta Isabel Càceres Flores, co-fondatrice del Copinh e Premio Goldman per l’ambiente 2015, assassinata l’anno seguente per aver difeso le terre ancestrali del popolo Lenca, e per cui l’anziana madre chiede ancora giustizia. Un racconto corale sulla terza età, la fascia della popolazione più colpita dall’inizio della pandemia di Covid-19. Un tesoro immenso da riscoprire e custodire perché parte della nostra identità e cultura, la cui straordinaria eredità può essere uno strumento prezioso per affrontare le sfide future che ci
attendono.

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