Sea Watch, partita una missione per portare aiuti

La Commissione europea ha avviato una serie di consultazioni e ha chiesto agli Stati membri la disponibilità ad accogliere parte delle persone a bordo. L’Italia ha ribadito il suo no, Francia, Germania e Olanda invece si sono dette disponibili / Sea Watch e Sea Eye, l’appello di 18 ong per lo sbarco immediato

Sea Watch, partita missione per portare aiuti

Ultimo aggiornamento il 4 gennaio alle 12:40

Dopo quattordici giorni, le due navi umanitarie tedesche, la Sea Watch e la Sea Eye con 49 migranti a bordo sono ancora in mare. Nessuno concede lo sbarco. Ma qualcosa finalmente sembra muoversi alla ricerca di una soluzione.
La Commissione europea ha avviato una serie di consultazioni e ha chiesto agli Stati membri la disponibilità ad accogliere parte delle persone a bordo. L’Italia ha ribadito il suo no, Francia, Germania e Olanda invece si sono dette disponibili.
Nell’attesa intanto la Sea Watch 3, che da 48 ore sono in acque territoriali maltesi per ripararsi dal maltempo, è stata raggiunta da due imbarcazioni, una di Sea Watch e l’altra della piattaforma italiana Mediterranea. Hanno trasportato viveri, rifornimenti e anche un album di figurine per la bambina di sei anni che è nel gruppo dei migranti.

Ieri il ministro dell’Interno MAtteo Salviniintervistato a Zapping su Rai Radio1 ha detto che “l’ Italia non intende accogliere neanche una quota dei 49 migranti da giorni bloccati sulle navi SeaWatch e SeaEye: “In Italia sono sbarcate più di 700mila persone negli ultimi anni e sono più che sufficienti. Sono due navi tedesche, e non si capisce perchè tutti debbano arrivare in Italia. Abbiamo già dato”. Ha ribadito il ministro dell’Interno,  sostenendo che “ogni sbarco è un incentivo agli scafisti a continuare il loro sporco traffico. Io non voglio esser complice di trafficanti di uomini che poi reinvestono in traffico di armi e di droga”.

Quanto alla posizione del sindaco di Napoli che si è detto pronto ad aprire il porto della città alle due navi, Salvini ribatte: “Penso che De Magistris debba occuparsi delle periferie della sua città, a parte il fatto che non compete a lui. La competenza del porto di sbarco è del ministro dell’Interno, che gode della fiducia della maggioranza degli italiani”. E poi, insiste, “le navi sono vicine a Malta e non si capisce perchè non sbarcano a Malta. I porti italiani sono a disposizione delle imbarcazioni per bene, non delle Ong che aiutano, magari inconsapevolmente, gli scafisti. In Italia si arriva in aereo se si scappa veramente dalla guerra. Coi barconi non si arriva”.

pubblicato il 4 gennaio 2019 alle 12:34
aggiornato il 4 gennaio 2019 alle 12:40