Sea Watch 3 è arrivata a Catania

I migranti minori a bordo saranno sistemati in centri di accoglienza. I maggiorenni andranno nell’hotspot di Messina da dove verranno redistribuiti nei Paesi europei che hanno accettato di accoglierli. Gino Strada, fondatore di Emergency: “Contento che l’odissea di questi poveracci sia finita” ICONA recensioniSea Watch, Siracusa mostra la sua solidarietà ICONA recensioni L’appello di 50 organizzazioni ICONA recensioni La manifestazione a Montecitorio del collettivo ‘Non siamo pesci’ ICONA recensioni Lettera al premier Conte: “Far sbarcare i minori e tutte le persone presenti a bordo”

Sea Watch 3, nave della ong tedesca Sea Watch

La nave Sea Watch 3 con a bordo 47 migranti recuperati lo scorso 19 gennaio nel mar Mediterraneo, è arrivata al porto di Catania ed ha attraccato nel molo di Levante.

L’imbarcazione è stata scortata da motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. La partenza della nave era prevista ieri sera, dopo lo sblocco politico della situazione, ma un guasto meccanico al verricello dell’ancora ha costretto l’equipaggio a rinviare la partenza da Siracusa, dove la nave era ancorata da sei giorni. Il guasto è stato sistemato solo verso le due di notte, con l’aiuto di alcuni uomini della Guardia costiera saliti a bordo.

I migranti minori saranno adesso sistemati in centri di accoglienza per minori, mentre i maggiorenni andranno nell’hotspot di Messina. Resteranno qui in attesa di essere redistribuiti negli altri Paesi europei che hanno accettato di accoglierne una quota.

Soddisfazione per lo sblocco della vicenda è stata espressa da Gino Strada, fondatore della ong italiana Emergency, tra le organizzazioni che insieme anche a Legambiente per giorni hanno fatto pressione sul governo italiano per garantire ai migranti a bordo della Sea Watch 3 lo sbarco in un porto del nostro Paese. “Era ora – ha dichiarato Strada all’agenzia Adnkronos – Sono contento che l’odissea di questi poveracci sia finita, ora comincerà l’odissea per tanti altri. Ma questo non toglie l’indecenza di come è stata gestita questa situazione”. “Bisogna smetterla con questa politica – ha sottolineato – i cittadini si organizzino e smettano di accettare queste infamie che avvengono sotto i nostri occhi. La resistenza a questa politica fascista e razzista è già cominciata, ci sono molti segnali positivi”.