Se riparte la scuola riparte il paese

La didattica a distanza non offre pari opportunità ai cittadini e ha fatto emergere le difficoltà del mondo della scuola. La sfida ora è restituire spazi e tempi educativi / La scuola al centro: una lezione per tutti

L'immagine di alunni in classe

La scuola è la grande protagonista della ripartenza in autunno del Paese. Sarà un banco di prova della nostra capacità di tenere assieme sicurezza sanitaria e restituzione di qualità e un’importante infrastruttura per la tenuta della coesione sociale. Nel momento in cui con la pandemia ne abbiamo capito l’importanza, abbiamo anche colto limiti e potenzialità al centro ora di un dibattito ricco di spunti. Molti di questi, che approfondiamo e rilanciamo nella storia di copertina di questa rivista, probabilmente sono destinati a trasformarsi in mobilitazioni nelle prossime settimane.

Vanessa Pallucchi, vicepresidente Legambiente

La didattica a distanza ha fatto emergere le tante differenze che convivono nella scuola italiana: quella individuale, quella dell’origine familiare, quella territoriale. Queste differenze hanno generato disuguaglianze, andando nell’opposta direzione di quanto indicato nella Costituzione al principio di offrire pari opportunità ai cittadini, che è anche l’obiettivo ultimo verso il quale dobbiamo rigenerare il sistema scolastico ed educativo più in generale. Il problema degli investimenti non è solo economico e quantitativo, ma profondamente di merito qualitativo e va risolto cercando una risposta a una domanda mai formulata: “a quale modello di Paese si deve ispirare la nostra scuola?”. I mesi scorsi sono stati fucina di molte discussioni e riflessioni fra le tante componenti della società civile con la costruzione di piattaforme e reti ampie e trasversali. C’è stata anche la presa di coscienza della centralità del territorio e delle comunità per costruire un sistema educativo di prossimità, che al centro abbia dei patti di corresponsabilità, che chiamano fortemente in causa tutto il mondo del terzo settore. Ma questo non basta, se manca una regia nazionale da parte del governo.

La sfida in campo a breve termine è restituire tempi e spazi educativi e sociali ai quasi dieci milioni di minori che per troppo tempo ne sono stati privati. Ma la sfida a lungo termine è innalzare il livello civico e culturale dei cittadini, affinché abbiano le coordinate per orientarsi in un mondo sempre più complesso e incerto, dove l’antiscientismo e il negazionismo devono lasciare il posto a prese di coscienza e scelte responsabili.

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