venerdì, Ottobre 23, 2020

Se l’Europa rinverdisce

il valore delle foreste

Un settore strategico, definito sinteticamente dall’acronimo Lulucf, Land use, land use change and forestry, ha trovato lo scorso 14 maggio la sua cornice normativa. Il Consiglio europeo, infatti, ha adottato un regolamento che istituisce un quadro per l’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra legati all’uso del suolo, ai suoi cambiamenti, e della silvicoltura. Il regolamento riguarda, insomma, i terreni il cui utilizzo sia cambiato nel tempo verso uno dei due “destini” possibili, forestale o agricolo. E fa parte integrante della strategia con cui l’Europa si impegna a onorare gli impegni presi con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, a cominciare da quelli fissati per il 2030, anno in cui mira a ridurre le proprie emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990.
Con il regolamento adottato a maggio è prevista una riduzione delle emissioni di gas serra nell’Ue nel periodo 2021-2030 grazie a una migliore tutela e gestione di terreni e delle foreste in tutta l’Unione: nuove foreste dovranno, infatti, compensare la deforestazione avvenuta a causa delle attività umane. La normativa fornisce un quadro che garantisce la contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti generati dal settore Lulucf, senza creare nuove restrizioni o complicazioni burocratiche. Inoltre, verranno garantiti incentivi agli Stati membri per un uso del suolo che sia rispettoso nei confronti del clima. La criticità è la flessibilità prevista nell’applicazione del regolamento e dal fatto che non preveda obblighi per i privati.

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