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Scuola: il 29% degli edifici ha bisogno di interventi urgenti

Il 58%  non ha certificazioni base come l’agibilità. Il 43% ricade in area sismica 1 e 2  e più dell’87%  è sotto la classe energetica C. L’analisi di Legambiente per investire al meglio le risorse del Recovery plan

Mentre l’Italia sta pianificando gli investimenti delle risorse del Recovery Plan, l’associazione Legambiente presenta Ecosistema Scuola 2021. L’ultima versione del Piano nazionale prevede per l’edilizia scolastica 6,8 miliardi di euro. Risorse importanti che rischiano di non portare ai risultati auspicati e necessari: in sette anni, secondo Legambiente, meno della metà dei progetti finanziati per l’edilizia scolastica è stato concluso. Dal 2014 al 2020, su 6.547 progetti previsti, 4.601 sono stati finanziati e solo 2.121 portati a termine. Numeri che testimoniano le difficoltà incontrate dagli enti locali. Tra stanziato e finanziato ci sono passaggi in cui si “perde” ogni volta circa un miliardo di euro.

Scuola: il Recovery plan

La pandemia ha messo in luce come l’edilizia scolastica sia in sofferenza, come denuncia ormai da 22 anni l’associazione che ha lanciato un appello al nuovo ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi,  affinché le scuole diventino protagoniste della transizione ecologica. “L’edilizia scolastica e i servizi che girano intorno all’ecosistema scuola devono essere ripensati e rilanciati in una dimensione di sostenibilità ambientale e sociale – dichiara Vanessa Pallucchi, vicepresidente di Legambiente -. sono le gambe su cui poggerà la possibilità di successo ed efficacia della transizione ecologica, che ha fra i suoi obiettivi principali il superamento della povertà educativa”. Come? Realizzando processi di riqualificazione energetica partecipata degli edifici e inaugurando una generazione di 100 scuole sostenibili e innovative costruite secondo i criteri della bioedilizia, aperte anche in orario extrascolastico , da realizzarsi nelle “periferie sociali” del Paese.

Scuola e sicurezza

Secondo Ecosistema Scuola 2021 (dati 2019) su un campione di 6.156 edifici in 87 comuni capoluogo di provincia, frequentati da circa 1,2 milioni di studenti, risulta che circa il 58% delle scuole non ha certificazioni base come l’agibilità. Ricade in area sismica 1 e 2 il 43% delle scuole, di cui solo poco più del 30% è costruito con la tecnica antisismica; più dell’87% degli edifici è sotto la classe energetica C. Non è stato ancora bonificato l’amianto in 145 edifici (in gran parte al nord) di quelli oggetto d’indagine, frequentati ogni giorno da 28.500 studenti. La metà delle scuole non ha impianti per lo sport e solo il 55% circa ha la mensa scolastica. Dati medi nazionali che, lungo i vent’anni di indagine, mostrano la permanenza di un costante divario tra nord, centro, sud e isole.

Per garantire una gestione virtuosa dei fondi per una migliore qualità degli edifici scolastici occorre, secondo Legambiente, innanzitutto mappare i bisogni attraverso lo strumento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, programmare gli interventi secondo una scala di priorità a partire dall’efficientamento energetico e dalla messa in sicurezza, sostenere le strutture tecniche delle amministrazioni, semplificare le linee di finanziamento per ridurre il divario esistente tra i progetti finanziati e quelli conclusi.

Scuola e diseguaglienze

“L’edilizia scolastica e i servizi che girano intorno all’ecosistema scuola devono essere ripensati e rilanciati in una dimensione di sostenibilità ambientale e sociale. sono le gambe su cui poggerà la possibilità di successo ed efficacia della transizione ecologica, che ha fra i suoi obiettivi  il superamento della povertà educativa” dichiara Vanessa Pallucchi, vicepresidente di Legambiente

È urgente, inoltre, rivedere i servizi pubblici a disposizione delle scuole, per riequilibrarne le opportunità di accesso nelle diverse aree del Paese. Convivono, infatti, nelle classi, fra famiglie e fra territori, tante forme di disuguaglianza e povertà educativa che la pandemia ha messo in luce. Gli anni di indagine di Ecosistema Scuola mostrano come il servizio di scuolabus sia passato, dal 2010 al 2018, dall’interessare quasi il 33% degli edifici al 23%, senza lo sviluppo di una mobilità alternativa casa-scuola, le cui pratiche ecocompatibili rimangono al palo come il pedibus (6% delle scuole) e il servizio di bicibus (0,1% e solo al nord). Differenze territoriali enormi anche rispetto alle classi a tempo pieno, praticato quasi in una scuola su due secondo la media nazionale, ma con il 67,8% di scuole con classi a tempo pieno nel centro Italia, quasi il 40% nel nord, il 9,5% nel sud e il 18,4% nelle isole.

Le strutture per lo sport sono presenti al nord in più di una scuola su due, mentre mancano in oltre il 60% delle scuole del centro, nel 55% circa di quelle del Sud e quasi nel 64% di quelle delle isole. Giardini e aree verdi fruibili sono una realtà presente in più dell’80% delle scuole del centro-nord, ma mediamente solo in una scuola su quattro del sud e delle isole. Molte amministrazioni meridionali stanno cercando di colmare questo divario, ma l’accumularsi di problematiche trascurate nel tempo come la manutenzione ordinaria e straordinaria, rende necessari oggi interventi più radicali e fondi più cospicui.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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