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Non lasciamo soli i bambini della scuola “Grazia Deledda” di Roma

Nelle classi distaccate dell’istituto per l’infanzia in via Casilina l’ennesimo furto di materiale didattico e igienizzanti. Le istituzioni si sono dimenticate di queste strutture, adibite in due container in metallo e frequentate quasi esclusivamente da bambini di origine straniera. Ma l’impegno degli educatori non si ferma

Materiale di cancelleria, disinfettanti e igienizzanti per le mani, salviette profumate. Sembrerà un bottino di poco conto. E invece per due classi distaccate della scuola dell’infanzia comunale “Grazia Deledda”, situate a Roma in via Filarete sulla Casilina, adibite all’interno di due container in metallo e frequentate quasi esclusivamente da bambini di origine straniera, non lo è affatto. Specie se il furto non è il primo, ma l’ultima di una lunga serie. A denunciare il fatto è una delle educatrici della scuola, Nunzia Ledonne, che attraverso Facebook ha però deciso di non abbassare la testa di fronte all’ennesimo sopruso lanciando una raccolta fondi per dare un futuro a questa scuola, divenuta negli ultimi anni un punto di riferimento per tante famiglie che vivono in condizioni di precarietà, spesso aggrappate a lavori usuranti e sottopagati.

«Per queste due classi non sono stati fatti lavori di ristrutturazione di nessun tipo – racconta Nunzia a Nuova Ecologia – I rifiuti ingombranti non vengono portati via e nemmeno i vecchi giochi. Stare nell’area esterna alle classi dovrebbe essere un momento di libertà e di gioco per i bambini, e invece a volte diventa una corsa a ostacoli per evitare possibili rischi per loro. I riscaldamenti non funzionano quasi mai, i condizionatori per l’aria fredda sono rotti, d’inverno fa freddo e dalla primavera inizia a fare caldo. La nostra preoccupazione non è solo legata ai furti di notte, ma anche al fatto che qualcuno possa entrare qui anche di giorno».

Eppure non servirebbe molto per mettere la struttura in sicurezza e rendere il posto più decoroso per rispetto nei confronti di questi bambini, delle loro famiglie e degli educatori che ci lavorano. «Abbiamo denunciato questi fatti più volte, ma finora non si è mosso nulla – prosegue Nunzia – Non c’è interesse nei confronti di questa scuola, e il motivo è perché sono tutte famiglie straniere quelle coinvolte. E così ogni volta, il giorno dopo che accadono queste cose dobbiamo mandare i bambini a casa perché vanno sanificati i locali. È un disagio che paghiamo tutti, soprattutto i bambini più fragili».

In questi giorni la bacheca di Nunzia è stata invasa da messaggi di sostegno e solidarietà. Pacchi con materiale didattico sono già stati spediti oltre che da diversi punti del quartiere romano anche da Milano e dall’Abruzzo. Chiunque voglia dare una mano a ricomprare tempere, pennarelli e cartoncini, può scriverle privatamente qui. «È solo un piccolo gesto, ma è pur sempre meglio di niente. Le cose, se vogliamo, le possiamo anche cambiare e non solo subire».

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Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

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