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Scienza in volata

 

Anche se si sta ancora cercando un documento che possa definitivamente confermare la coincidenza delle due figure, i dati anagrafici indicano che si tratta della stessa persona: il 25 maggio 1876 a tagliare per primo il traguardo della Milano-Torino, la competizione ciclistica in linea più antica d’Italia, fu il naturalista Paolo Magretti. Il suo nome è noto soprattutto nell’ambito delle scienze naturali, in particolare dell’entomologia. Ma a celebrarlo quest’anno sarà proprio la storica competizione ciclistica, che il 9 ottobre festeggia la sua centesima edizione.

Paolo Magretti nasce nel 1854 in una famiglia lombarda benestante che si occupa di agricoltura, bachicoltura e compravendita di immobili e proprietà terriere. A trasmettergli l’interesse per la natura è con tutta probabilità il padre, cacciatore appassionato che partecipò anche a un censimento ornitologico organizzato dal ministero dell’Agricoltura (ricordiamo che la caccia, all’epoca, era strumento indispensabile per lo studio degli animali). Magretti si iscrive alla facoltà di Scienze naturali dell’università di Pavia, ateneo con un’importante tradizione negli studi naturalistici, laureandosi nel 1880. A Pavia è prima allievo poi assistente di due grandi studiosi: Leopoldo Maggi e Pietro Pavesi, docenti rispettivamente di Anatomia comparata e Zoologia. Tuttavia, negli anni successivi alla laurea, malgrado il prospettarsi di una promettente carriera accademica, Magretti sceglierà di dedicarsi alla conduzione dell’azienda familiare, pur continuando a occuparsi per passione di scienze naturali e a collaborare con numerose istituzioni scientifiche e museali, in Italia e all’estero, fino alla sua morte, nel 1913.

“Magretti incarna la figura del naturalista versatile di fine Ottocento”, sottolineano il professor Violani, già docente di Museologia naturalistica e Storia della biologia all’università di Pavia, e Stefano Maretti, curatore presso il Museo di scienze naturali dello stesso ateneo, in una pubblicazione dedicata alle esplorazioni zoologiche italiane in Africa. S’interessa a molteplici aspetti del mondo naturale e studia numerosi gruppi zoologici, anche se si dedica soprattutto agli insetti, specializzandosi nella grande e complessa famiglia degli Imenotteri, a cui appartengono api, vespe e formiche. «Il valore del lavoro scientifico di Magretti risiede nella vastità dell’opera, nella meticolosità e precisione delle sue osservazioni e nell’identificazione di numerose nuove specie – spiega Francesco Spinello, ex presidente del circolo Legambiente Grugnotorto e ideatore di numerose iniziative dedicate a Magretti – Il suo lavoro di tesi sugli Imenotteri della Lombardia è considerato ancora oggi un’opera esemplare per la completezza della ricerca e l’aggiunta non comune di note a carattere ecologico nella descrizione delle specie osservate».

 

Inoltre Magretti viene ricordato anche come esploratore e raccoglitore. Dopo due spedizioni in Sardegna (1877 e 1878), allora poco conosciuta dal punto di vista zoologico, partecipa nel 1883 a un viaggio di esplorazione nel Sudan orientale, compie nel 1899 escursioni naturalistiche in Tunisia e nel 1900 organizza una spedizione in Eritrea. Da questi viaggi riporta formidabili raccolte zoologiche,
 che dona generosamente a diversi specialisti e istituzioni
 museali, riservando 
per sé soprattutto le
 collezioni di Imenotteri. I suoi resoconti
 di viaggio colpiscono 
non solo per la qualità delle osservazioni scientifiche, ma anche per la sensibilità e il rispetto che dimostra nei confronti dei popoli incontrati. Magretti esprime significative riserve sul comportamento etnocentrico e sullo sfruttamento perpetrato dalle potenze coloniali.

In Italia la seconda metà dell’Ottocento è caratterizzata dall’incremento delle scienze della natura, da collegare alle trasformazioni politiche, economiche e culturali determinate dall’unificazione e dalla conseguente nascita d’importanti centri scientifici. Esperto apprezzatissimo di Imenotteri, pur non essendo un accademico, Magretti viene chiamato a studiare e catalogare il materiale entomologico di numerose collezioni private e museali in tutta Europa. Mantiene importanti relazioni di collaborazione con il Museo di zoologia dell’università di Pavia, con il Museo civico di storia naturale di Milano e con il Museo civico di storia naturale di Genova, a cui destinerà dopo la morte la sua collezione privata di Imenotteri (67.750 esemplari, inclusi un numero importante di “tipi” utilizzati per descrivere e documentare nuove specie). È inoltre membro attivo e prestigioso di numerose associazioni naturalistiche, fra cui la Società italiana di scienze naturali. Le sue numerose scoperte di specie e generi d’insetti, le sue qualità umane e di scienziato e la generosità con cui ha condiviso gli esemplari raccolti, gli sono valse la dedica da parte di altri ricercatori di svariate specie d’insetti che oggi, col loro nome, ricordano il suo lavoro. Sappiamo inoltre che Magretti è stato agricoltore, apicoltore e bachicoltore e che ha compiuto alcune sperimentazioni in campo agrario. In particolare, è stato fra i primi a preconizzare la “lotta biologica”: l’utilizzo di insetti predatori o parassiti per tenere sotto controllo le popolazioni di insetti nocivi.

Malgrado importanti perdite dovute a un incendio divampato nel Museo civico di storia naturale di Milano, bombardato durante la seconda guerra mondiale, le sue collezioni, custodite soprattutto a Pavia, Milano, Genova e Firenze, costituiscono ancora oggi un prezioso materiale per lo studio della biodiversità.

IL LIBRO

cover Per sempre mai piùNel Comune di Paderno Dugnano, dove visse e morì, la memoria di Magretti è stata rievocata da numerose iniziative che hanno coinvolto le istituzioni, le scuole e diverse associazioni, fra cui anche Legambiente, membro del Comitato permanente Paolo Magretti. Ricordiamo in particolare tre convegni, una mostra e alcune pubblicazioni dedicate alla vita e al lavoro scientifico di questo grande naturalista. Per sempre, mai più, appena uscito, è un libro per ragazzi di Gianluca Alzati, scritto in collaborazione con Francesco Spinello, che propone un confronto fra la storia personale di Magretti e quella di Marcus, un adolescente talentuoso e appassionato d’insetti che affronta con coraggio problemi di dislessia e di apprendimento.
 Nel libro s’intrecciano le vite di Marcus, della madre e di
 un umanissimo Paolo Magretti, a sua volta alle prese con l’aspirazione di seguire la propria vocazione e con i conflitti generati dalla scelta di un indirizzo di studi poco gradito al padre. È un affresco del mondo delle famiglie contemporanee, con le loro sfide e difficoltà, che attraverso il comporsi di molteplici punti di vista insegna a non arrendersi mai e a comprendere e a rispettare le differenze, sempre. Il personaggio di Marcus è del resto ispirato da una persona reale, il giovane Andrea, oggi in quarta liceo, che si è prestato a raccontare all’autore la propria storia.

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