Santo Grammatico: “Ponte Morandi ha sempre avuto delle problematiche”

Intervistato da Panorama sulla tragedia di Ponte Morandi, il presidente di Legambiente Liguria rileva la scarsa capacità di pianificazione della Regione e di tutto il Paese

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Ponte Morandi

Sono considerazioni a caldo quelle che Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria, ha rilasciato al settimanale Panorama sulla tragedia di ponte Morandi. Ma rivelano una chiara posizione dell’associazione sul tema delle infrastrutture liguri: “E’ molto complicato fare considerazioni adesso – spiega Grammatico a Panorama – perché si tratta di un’opera ingegneristica, quindi dovranno essere fatte valutazioni strutturali e tecniche. Certamente quello che si conosce della storia del ponte è che era un ponte degli anni ’60 e che ha sempre avuto delle problematiche“. 

“Mi vengono i brividi a pensare che quel ponte in un qualunque giorno lavorativo avrebbe avuto ancora più traffico che non alla vigilia di Ferragosto. Dobbiamo anche rilevare che la gran parte del crollo è avvenuta nell’alveo del torrente Polcevera. Avrebbe potuto cadere una porzione diversa su case e palazzi e allora sarebbe stata una tragedia ancora più immane”.

Grammatico punta il dito sulla mancanza di prevenzione, male storico del nostro paese: “Non siamo un paese in via di viluppo dove a volte accadono queste tragedie perché non c’è la tecnologia o non c’è la cultura. Sono immagini che si vedono arrivare da altri mondi. Ma è successo qui, e rischia di essere davvero una mazzata per l’economia della nostra città. Stiamo vivendo un periodo storico e culturale anche molto difficile. Immaginiamo perciò la difficoltà a sostenere dibattiti con elementi concreti, dati, scevri da interessi e speculazioni. In questo momento servirebbero delle competenze disinteressate“.

Sulla Gronda invece, nuova grande opera evocata da più parti come alternativa per il traffico commerciale e urbano, Grammatico è netto: “Noi siamo sempre stati contrari per diversi motivi, tra i quali il fatto che non la riteniamo utile a risolvere le problematiche di viabilità nel nodo genovese. Ma ci sono 4 miliardi stanziati e fermi: se si reindirizzassero per manutenzioni alla rete sarebbe secondo noi la scelta più adeguata”.

Quello che serve, a monte, secondo il presidente di Legambiente Liguria è “ridiscutere il modello di sviluppo infrastrutturale nella regione. Il discorso della manutenzione di tutte le strutture è centrale. E’ necessaria una pianificazione, capire quali sono le priorità, dove intervenire, con quali risorse, che devono essere ingenti, per mettere in sicurezza il territorio. Ma questo è un problema che riguarda tutto il paese”.