Sanità open source

DAL MENSILE Da maker e fablab, idee e soluzioni per fronteggiare l’emergenza del Covid-19

Sanità open source

Dal mensile di maggio – Scarsità di dispositivi medici, mancanza di pezzi di ricambio e di risorse per acquistarli: sono alcuni dei tanti problemi incontrati dagli ospedali nell’emergenza scatenata dal Covid-19. Per affrontare queste criticità, maker, fablab e community open source hanno risposto all’appello lanciato dal personale sanitario studiando piccole e grandi soluzioni “salvavita”. Fra questi c’è Isinnova, centro di ricerca bresciano che sviluppa idee per privati e imprese. Quando l’ospedale Franciacorta di Chiari (Bs) è entrato in stato di allerta per l’esaurimento delle scorte di valvole per i respiratori della terapia subintensiva, il fondatore Cristian Fracassi e il suo team hanno ri-progettato il componente in tempi record.

«Siamo riusciti a riprodurre il pezzo con una stampante 3D a filamento Pla e a crearne altri cento in meno di 24 ore», racconta Alessandro Romaioli, ingegnere meccanico di Isinnova. L’azienda ha dato forma anche alla geniale intuizione del dottor Renato Favero, ex primario dell’ospedale di Gardone Valtrompia. Per supplire alla carenza di maschere C-Pap, usate per erogare ossigeno, ha convertito in respiratori quelle da snorkeling “easybreath”, concepite per mantenere la gestione dei flussi di aria pulita ed esausta separati. «Decathlon ci ha immediatamente fornito il disegno Cad dell’articolo», ricorda Cristian Fracassi, che per adattarla al corpo del respiratore ha stampato in 3D uno speciale collettore, ribattezzato valvola “Charlotte”. «Il raccordo si aggancia al posto del tradizionale boccaglio, consentendo da un lato l’ingresso dell’ossigeno e dall’altro l’emissione di CO2 attraverso un filtro, creando una pressione interna alla maschera che impedisce agli alveoli polmonari di collassare».

Una soluzione emergenziale, vista la mancanza di certificazioni. Eppure la carenza di presidi respiratori ordinari è tale che Decathlon ha sospeso le vendite per far fronte alle domande di donazioni, avanzate da Spagna, Francia e Brasile. Mentre Isinnova ha brevettato la valvola per impedire eventuali speculazioni, realizzato uno stampo a iniezione per la produzione industriale (con il gruppo Oldrati di Bergamo) e reso disponibile in modalità libera i file di progetto, utilizzabili gratuitamente da maker e ospedali. Il fablab milanese OpenDot, da anni impegnato nel settore dell’healthcare e parte della rete europea Careables.org, ha ottimizzato la valvola “Charlotte” per l’ospedale di Melegnano, insieme all’Intubation box, un progetto open source taiwanese testato dal Boston medical center. «Si tratta di una teca in plexiglass tagliata al laser che protegge gli operatori durante la fase di intubazione», spiega Enrico Bassi, coordinatore di Open Dot, che per l’ospedale di Desio ha eseguito anche centinaia di face-shields, visiere protettive stampate in 3D a basso costo, sterilizzabili e riutilizzabili. «Questi e altri ausili open source sono disponibili sul portale TechforCare, inaugurato da Maker faire Rome e dall’Istituto di robotica e macchine Intelligenti – conclude Bassi – Una piattaforma che raccoglie inoltre richieste dei sanitari, idee dei makers e la disponibilità dei volontari per far fronte alla pandemia».

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