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A largo di Salerno salvata dai pescatori un’altra tartaruga

Si chiama Margot ed è una Caretta caretta femmina di circa 70 cm di carapace. Era finita accidentalmente in una rete da pesca. In questo golfo ne sono state già 9 da inizio anno

Nel golfo di Salerno sono state recuperate già 9 Caretta caretta da inizio anno. L’ultima è stata salvata nella serata di ieri, lunedì 19 luglio. Si chiama Margot, ed è una Caretta caretta femmina di circa 70 cm di carapace. Era finita accidentalmente in una rete da pesca al largo di Salerno. Sono stati gli stessi pescatori ad avvertire le autorità, a liberarla e a consegnarla per le cure del caso.

Margot è una delle tante femmine presenti nel mare della Campania. Proprio in queste settimane stanno nidificando lungo le spiagge sabbiose della regione, da nord a sud. Ora Margot è al Centro ricerche tartarughe marine della Stazione zoologica A. Dohrn. Rischia l’embolia, a causa della rapida risalita da fondali profondi. “Per questo è fondamentale non ributtarle in mare quando vengono pescate accidentalmente”, l’appello di Domenico Sgambati, coordinatore dei recuperi per l’Area marina protetta di Punta Campanella. Una lezione che Vicenzo De Mai, Luigi Guida, Giulio Oliviero e Ciro Criscuolo, pescatori di Salerno, hanno appreso da anni. È grazie a loro che molte tartarughe hanno potuto farcela. Una volta pescate, le liberano, se ne prendono cura e avvertono immediatamente i soccorsi, quasi sempre l’Area marina protetta di Punta Campanella e la Capitaneria di Porto.

Già nove le Caretta caretta recuperate da inizio anno. Da Eleonora, la tartaruga toscana che viaggia in lungo e largo dal nord del Tirreno alla Sicilia, a Diego Armando, il maschio chiamato cosi in onore di Maradona. Tutte curate e rimesse in mare quest’inverno e in primavera. In tempo per la stagione della riproduzione che, da qualche anno, in Campania, ha raggiunto numeri molto importanti.

Già 34 i nidi individuati e accertati nella regione in questo 2021. Due in più dello scorso anno quando fu registrato il record assoluto di nascite. Ma la stagione non è ancora finita e i numeri sono destinati a crescere. Le mamme tartaruga si fanno spazio tra lettini e ombrelloni, in spiagge affollate o semideserte. Anche in centro città. Sul lungomare di Salerno una delle ultime nidificazioni è stata ripresa in diretta. Un caso davvero eccezionale. Come i numeri incredibili di Castelvolturno, vera novità di questa stagione 2021, in testa nella speciale classifica dei nidi campani dell’estate con ben 9. Una zona idonea per la nidificazione, grazie all’ampio litorale sabbioso, ma mai prima d’ora monitorata con quest’ attenzione. Ma una zona anche difficile. Qui la settimana scorsa è stata ritrovata una tartaruga in fin di vita. La testa fracassata da una bastonata, le pinne recise con un coltello. Inutili i soccorsi. È morta poco dopo. Un episodio gravissimo e inedito. Forse opera di pescatori poco sensibili e informati, a differenza di quelli salernitani. Sul territorio già da settimane sono attivi gruppi di volontari per informare bagnanti, cittadini, pescatori, sull’importanza di tutelare una specie vulnerabile. In campo diverse associazioni, come Domizia, Ardea, ragazzi stranieri del Project Mare di Punta Campanella e Mare for Sea dell’Amp Regno di Nettuno. Fanno parte del coordinamento che da anni si occupa di monitorare i litorali, individuare le tracce e mettere in sicurezza i nidi. Ci sono Enti come l’Amp Punta Campanella, associazioni come Legambiente, Enpa Salerno, Naturart. Coordinati dal Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica A.Dohrn, hanno l’obiettivo di monitorare e proteggere i preziosi nidi, di seguire le schiuse e accompagnare senza i incidenti le neonate tartarughine in mare.

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