venerdì 24 Settembre 2021

Acquista

Login

Registrati

Rompere gli steccati

In un mondo senza buoni e cattivi, il movimento pacifista si è perso. Mai negli ultimi settant’anni, da quando è stata firmata la Dichiarazione universale dei diritti umani, si erano raggiunte le efferatezze di questi anni, neanche nelle stragi etniche del Ruanda. Eppure la reazione emotiva ed etica rimane chiusa nel privato, non diventa movimento sociale che punta a fermare i potenti. Usate l’aggettivo che preferite ma è indiscutibile che oggi il movimento pacifista è assente, scomparso, silente, carsico… Insomma, è arrivato il momento di interrogarsi con onestà.

Certo di grandi mobilitazioni oggi non si parla più, non solo nel pacifismo. Sono cambiati tutti i riferimenti per il pacifismo “storico”. Probabilmente la mancanza di un unico nemico, un solo “uomo nero” a cui si possano addossare tutte le colpe (neanche Trump è riuscito a resuscitare le lotte contro gli “Usa gendarmi del mondo” di qualche decennio fa), rende più difficile la mobilitazione. Ma c’è anche la consapevolezza diffusa che non bastano le mobilitazioni di piazza e i cortei per affrontare situazioni così complicate. L’intreccio perverso di guerra, fame, povertà, disuguaglianze, vittime civili, migranti, competizione crescente per accaparrarsi petrolio e gas, desertificazione e disastri ambientali, aspirazioni delle potenze regionali in Medioriente è un coacervo micidiale che produce tragedie e stragi, rispetto a cui forse scatta il senso di impotenza, spingendoci a rintanarci nella paura egoistica.

Su tutto poi aleggia l’inconsistenza dell’Europa, che non si muove o quando si muove lo fa in ordine sparso, provocando disastri come in Libia. In tutto l’Occidente c’è una sola voce fuori dal coro: papa Francesco! La situazione è davvero complicata.

Eppure “l’uomo nero” c’è: è la guerra in sé, non ci sono i buoni e i cattivi, ma solo i potenti che si azzannano sulla pelle delle persone. In direzione “ostinata e contraria” ci sono mille rivoli: interventi locali, aiuti umanitari, azioni di cooperazione e solidarietà, testimonianze, appelli e dossier, in un puzzle che non si riesce a ricomporre. E ci sono tanti movimenti che parlano il linguaggio della pace, quelli contro i cambiamenti climatici o a sostegno dei migranti, c’è il fenomeno crescente del volontariato. C’è molto di nuovo sui territori, ma in una dimensione sparpagliata, che non fa condensa.

Ripartiamo allora da un fatto. Oggi ci sono quattro grandi emergenze da cui dipende il nostro futuro: l’aumento delle disuguaglianze (con dentro lavoro e diritti), la pace, il clima, le migrazioni. Forse la novità sta proprio qui, rompere gli steccati e tenere insieme queste emergenze per costruire un immaginario nuovo e positivo, per rovesciare il piatto di chi specula sulla paura, per dare speranza costruendo un nuovo movimento. Questo ruolo potrebbe giocarlo il mondo associativo? Forse sì, se riusciamo a costruire un discorso popolare, se non restiamo chiusi a parlarci fra “professionisti della pace”.

Articoli correlati

Al via il Global Climate Strike, insieme per il clima e l’ambiente

Migliaia di giovani in piazza sull'onda lunga dei venerdì di Greta. E parte anche Puliamo il Mondo, che sostiene a gran voce i tanti ragazzi che in tutto il mondo scioperano per chiedere ai Grandi della Terra azioni concrete per il Pianeta

Forum Acque – Conferenza finale Progetto Life ESC VisPO

Al via la prima edizione del Forum Acque in Piemonte, momento di dialogo per affrontare le sfide del futuro, rappresentate dal cambiamento climatico e dalla pressione antropica sulla risorsa idrica

Sessant’anni fa la prima Marcia per la pace

Dal numero di settembreEra il 24 settembre 1961 quando Aldo Capitini organizzò l'appuntamento intorno al quale è cresciuto il movimento nonviolento italiano. Il nostro speciale con le voci dei protagonisti di ieri e di oggi: "Un mondo diverso è sempre possibile"

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Sisma centro Italia, il turismo sostenibile rigenera i territori

Arriva il supporto solidale dei viaggiatori e della rete di host sostenibili di Fairbnb.coop, piattaforma che devolverà metà delle proprie commissioni sui soggiorni alla campagna di crowdfunding "Alleva la speranza +" di Legambiente e Enel

Cultura, il nuovo appuntamento con la Fondazione Treccani

La cultura ci salverà? Definizione, obiettivi, strategie per elaborare un modello di futuro possibile. L'evento si terrà in diretta streaming venerdì  24 settembre alle ore 17:00 sulla pagina Facebook della Fondazione

In Italia è boom di tartarughe marine

In queste settimane la schiusa delle uova deposte nei nidi, cui segue l'ingresso dei piccoli in mare. Legambiente stima che quest'anno siano oltre 10 mila quelli con passaporto italiano

Benessere animale, le associazioni: “Etichettatura senza modifiche tradisce i consumatori”

La certificazione volontaria che deve essere votata in Conferenza Stato-Regioni garantirebbe priorità di accesso a fondi Pac e Pnrr. Ma senza modifiche sarebbe solo l’ennesimo regalo agli allevamenti intensivi. L’allarme degli ambientalisti

“The denial”, lo spot di Fridays for Future in occasione del 24 settembre

Il prossimo sciopero globale del clima è annunciato da un video dal carattere metaforico. Negare la crisi climatica è come correre verso un muro
Ridimensiona font
Contrasto