Riselda fa la differenza

Un’idea nata dall’esperienza di un detenuto diventa il prototipo di un cassonetto per rifiuti intelligente. E una buona pratica da replicare

Riselda, innovazione

di ANTONIO BIANCO

Costruire un cassonetto “intelligente” che sappia registrare, pesare e tracciare i rifiuti trasformandoli in una risorsa. Può sembrare uno dei classici progetti che nascono in qualche laboratorio di ricerca, magari grazie all’inventiva di giovani ingegneri. E invece quella del progetto “Riselda” è tutta un’altra storia, che va raccontata dall’inizio per comprenderne bene il valore. Ambientale, economico e sociale.
L’idea viene qualche anno fa a Fernando Gomes da Silva, che nel trascorrere le sue giornate in carcere (dove sconta una pena definitiva a 18 anni), inizia a sperimentare i primi modellini, utilizzando tutto il materiale che ha a disposizione in cella: dai pezzi di plastica alle carte delle merendine, fino agli stuzzicadenti. La svolta arriva quando Fernando incrocia due volontari dell’associazione Zone: Francesco Pomicino e Carlotta Carbonai, il primo ingegnere, la seconda architetto. A loro Fernando, che in quel momento si trova nel penitenziario fiorentino di Sollicciano, racconta la sua infanzia trascorsa in una favela di San Paolo, letteralmente sommersa dai rifiuti. E della sua determinazione a brevettare una nuova pattumiera meccanica. «Appena ha saputo della nostra attività di volontariato in carcere – racconta Pomicino, diventato poi coordinatore del progetto – Fernando ha voluto incontrarci e proporci la sua idea. Ne siamo rimasti affascinati e insieme abbiamo iniziato a lavorare a un primo prototipo, che fosse in grado di aiutare le persone a differenziare meglio».
Fernando, intanto, viene trasferito nel carcere modello di Bollate, alle porte di Milano, dove fonda il gruppo “Keep the planet clean”. L’obiettivo è coinvolgere i detenuti nell’attività di riciclo per aiutarli a migliorare la propria condizione di vita in cella. E i risultati non tardano ad arrivare: in pochi mesi la raccolta differenziata nell’istituto penitenziario arriva al 91%. Quello sperimentato a Bollate diventa così un modello di best practice, sia per quanto riguarda l’economia circolare che per la funzione rieducativa della pena.
Nel frattempo, intorno al progetto di Fernando si forma un vero e proprio team di lavoro. Accanto a Pomicino e Carbonai, alla direzione tecnica viene chiamato Marco De Michele (che elabora il progetto nella sua tesi di laurea). Con loro l’ingegnere Flavio Farroni e il fiorentino Giovanni Tallini, che ha il compito di realizzare il design del prototipo. «Siamo un gruppo di amici e colleghi che ha condiviso l’idea di Fernando – racconta Farroni, ricercatore di meccanica applicata alla Federico II di Napoli nonché consulente tecnico della Ferrari – Da parte nostra, come università, abbiamo messo a disposizione il know how e i laboratori per realizzare la parte meccanica del cassonetto».
Nasce così il progetto “Riselda”, che prende il nome dalla madre di Fernando. Una struttura colorata, con un design moderno e elegante, che trasforma il cassonetto tradizionale in un oggetto di arredo, pensato anche per essere posizionato all’aperto, presso condomini, scuole, ospedali, alberghi. A beneficiarne, insomma, potrebbero essere tutti, soprattutto Comuni e pubbliche amministrazioni.
Ma come funziona Riselda? La macchina è semplice da usare: a ogni cittadino-riciclatore viene consegnata una smart card, con la quale si attiva il cassonetto intelligente dove gettare gli scarti domestici. L’utente seleziona il tipo di rifiuto da conferire e Riselda stampa un’etichetta con un codice a barre (in modo da evitare errori nel conferimento) che viene apposto sul sacchetto. Un sistema di movimentazione automatizzato smista la busta nel contenitore opportuno, poi comunica in tempo reale – tramite wifi – al gestore della raccolta i dati dell’utente, tipologia e peso del rifiuto conferito e tipologia del bonus assegnato, ad esempio un controvalore in euro, detrazioni fiscali o sconto sulla Tari. «Oggi la tassa sui rifiuti si paga in base ai metri quadri della casa e al numero di persone che vi abitano – chiarisce Pomicino – mentre con la pattumiera intelligente si andrebbero a pagare solamente i rifiuti conferiti. Riselda, inoltre, permetterebbe ai cittadini di conferire in qualsiasi momento le diverse tipologie di rifiuti e all’ente gestore di mandare i propri dipendenti a ritirare la differenziata secondo le effettive esigenze di raccolta e non sulla base dei vincoli, rigidi, di un calendario prestabilito, rendendo più efficiente il servizio». Insomma, un vantaggio non solo per i cittadini, ma anche per le società che gestiscono i rifiuti.
Il progetto pilota sarà sperimentato a breve in un condominio di Firenze grazie alla partnership con Alia spa (società di servizi ambientali della Toscana centrale), nata dalla fusione di diverse società, fra cui Pubbliambiente, la partecipata di Empoli che ha finanziato il primo modello di Riselda, poi migliorato e perfezionato nel tempo. «Con questo test vogliamo capire se ci sono dei limiti nella macchina – spiega Alessio Arrighi, dirigente dei servizi pubblici di Alia e responsabile della sperimentazione – quali sono le difficoltà riscontrate, se sia di facile manutenzione e resistente agli agenti corrosivi. Non solo, è importante valutare bene il funzionamento del cassonetto, per poter intervenire e migliorarne le anomalie che potrebbero esserci, rendendolo più snello e funzionale». L’obiettivo è quello di passare a una fase di produzione su larga scala. «Dopo il test – spiega il coordinatore Pomicino – la nostra speranza è che si possa superare positivamente la sperimentazione e sviluppare un vero e proprio progetto industriale, ci sono già degli imprenditori interessati alla produzione di Riselda».
In attesa dei risultati, i progettisti hanno chiuso una campagna crowdfunding, in cofinanziamento con Postepay, sulla piattaforma online eppela.com, “Il cassonetto innovativo che dà valore ai tuoi rifiuti”, raccogliendo oltre 10.000 euro. Fra gli obiettivi quello di potenziare il marketing di Riselda e soprattutto partecipare a “Ecomondo 2018”, la fiera di Rimini leader della green economy in Europa. «La partecipazione – dice il designer Farroni – ci aiuterebbe a sviluppare nuove partnership internazionali e a sostenere il nostro modello di raccolta differenziata». Un modello, quello di Riselda, già premiato da Legambiente come esempio di “Sterminata bellezza”. l