Ripresa verde, appello delle associazioni ambientaliste al premier Conte

Lo hanno lanciato Legambiente, Kyoto Club, Cittadini per l’Aria, T&E e Greenpeace Italia in vista della riunione straordinaria del Consiglio Europeo del 17 luglio. Per i firmatari “il ruolo che il Governo Italiano può e deve giocare in sede europea è estremamente importante”

Stati Generali economia Legambiente

Un appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per allineare la proposta della Commissione agli obiettivi climatici europei. Lo hanno lanciato le associazioni ambientaliste Legambiente, Kyoto Club, Cittadini per l’Aria, T&E e Greenpeace Italia in vista della riunione straordinaria del Consiglio Europeo, in programma domani 17 luglio, in cui si discuterà il Piano per la ripresa in risposta alla crisi Covid-19.

Il piano per la ripresa di 1,85 trilioni di euro proposto dalla Commissione, e in particolare il nuovo strumento Next Generation EU introdotto al fine di garantire che nessun paese venga lasciato indietro nel post-Covid, rappresenta un pacchetto di stimolo senza precedenti a favore dell’Unione, che potrebbe innescare una ripresa verde prospera e giusta dell’Italia e dell’Europa, dichiarano le associazioni. Tuttavia, malgrado le buone intenzioni, la Commissione non definisce in maniera esaustiva le condizionalità green associate al fondo che, ad una attenta lettura, risultano largamente facoltative. In particolare, il pacchetto Resilience and Recovery Facility (RRF), il più corposo del Next Generation EU, e per il quale l’Italia potrebbe risultare la maggiore beneficiaria, non è associato ad alcuna lista di esclusione che garantisca che i fondi non siano utilizzati a scapito del clima e dell’ambiente.

Attraverso questo appello le associazioni avanzano tre richieste a Conte: supportare una chiara distinzione delle transizioni “verde” e “digitale”; supportare l’introduzione di una lista di esclusione su cosa non è finanziabile per assicurare che i piani di spesa non contengano alcuna voce che possa arrecare danno al clima o all’ambiente; assicurare che almeno il 50% del Resilience and Recovery Facility sia destinato a progetti legati al clima e si basi sullo strumento della Tassonomia.

“Il ruolo che il Governo Italiano può e deve giocare in sede europea è estremamente importante, essendo uno dei maggiori beneficiari del Recovery Fund – dichiarano le associazioni. Si tratta un’occasione storica per il nostro Paese, per reagire alla crisi economica derivante dalla pandemia al contempo realizzando quella rivoluzione verde tanto necessaria quanto urgente, con una giusta transizione che sappia coniugare lavoro, ripresa economica e tutela dell’ambiente. Il cambiamento climatico – se ignorato- avrà conseguenze ben più devastanti di quelle che oggi osserviamo in relazione alla recessione da Covid-19 e utilizzare questi fondi in un’economia business as usual sarebbe un’errore imperdonabile”.

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