Ripensare l’inverno

L’impellente adattamento del turismo invernale ai cambiamenti climatici è il messaggio che Legambiente vuole lanciare con la campagna “Nevediversa”, a partire dal suo dossier (PDF). Una proposta che non si riduce a una contrapposizione al turismo degli impianti ma sostiene una nuova visione  ICONA recensioniLA NOSTRA INCHIESTA: Alpe Devero, cime inviolabili

Nevediversa edizione 2019

Negli ultimi 120 anni le temperature nelle Alpi sono cresciute di 2 °C, il doppio della media globale, e gli esperti prevedono un aumento di altri 2 gradi nei prossimi 40 anni. L’altezza della neve ha subito un costante decremento negli ultimi 10 anni. E non servono le abbondanti nevicate, come quelle nel nordovest dello scorso anno, risultato di eventi meteorologici casuali e non espressione di una tendenza climatica. Con un aumento di temperatura superiore ai 2 °C, nei prossimi anni solo il 61 % delle stazioni sciistiche potrà intravedere un po’ di neve naturale. Gli impianti di bassa quota sono destinati a scomparire a vantaggio di quelli a quote più elevate, accrescendo così la pressione sugli ambienti più delicati.
È impensabile sopperire alla mancanza di neve con l’innevamento artificiale tout court. A ulteriori consumi di acqua ed energia si sommerebbero problemi dovuti alla creazione di bacini artificiali, alle alterazioni del suolo e degli ecosistemi fluviali, all’impatto da rumore sull’uomo e sulla fauna, agli effetti negativi degli additivi chimici insieme ai costi che la comunità è chiamata a sostenere. Si stima che un km di neve artificiale costi 45.000 euro l’anno, la gran parte sostenuta con contributi pubblici.
Lo scenario prefigurato per i prossimi decenni impone un ripensamento dell’offerta turistica invernale. Va bloccata la programmazione di nuovi impianti e infrastrutture. A poco giovano le previsioni di Skipass panorama turismo sull’incremento dello sci alpino. Una crescita di presenze che non si sa se e quanto durerà, considerati i costi sempre più alti e l’aumento di offerte internazionali. Non si può continuare a vendere pacchetti con panorami innevati quando poi ai malcapitati turisti sempre più spesso si presenteranno nastri di neve artificiale all’interno di paesaggi brulli. Bisogna avere il coraggio di un ripensamento a 360°, sapendo che si dovrà pervenire a una consistente riduzione degli impianti esistenti per concentrare le forze su pochi comprensori. Sarà poi determinante orientare i clienti verso un’offerta turistica all seasons, con proposte più flessibili e sostenibili.
L’impellente adattamento del turismo invernale ai cambiamenti climatici è il messaggio che Legambiente vuole lanciare con la campagna “Nevediversa”, a partire dal dossier “Nevediversa 2019 – Sport invernali e cambiamenti climatici”. Una proposta che non si riduce a una contrapposizione con il turismo degli impianti. Si tratta di sostenere una nuova visione del turismo in montagna, più coerente con i cambiamenti climatici e con gli stili di vita.